Nel centro storico di Paola torna Margini-Abitiamo spazi e tempi, Festival dell’Abitare, arrivato alla sua quinta edizione. La manifestazione, organizzata nel centro della cittadina calabrese, propone due giorni ricchi di eventi con talk, musica dal vivo, workshop, gastronomia e trekking urbano. L’iniziativa nasce con l’intento di rimettere al centro della discussione vicoli, piazze e scorci meno frequentati, sottraendo l’antico nucleo urbano alla narrazione dello spopolamento e del degrado. Per il festival, le zone periferiche non sono vuoti da colmare, bensì i luoghi più ricchi di memoria e coscienza collettiva, ideali per ricostruire legami comunitari e favorire la nascita di realtà attive.

Il programma dell’evento
La fase finale del percorso diffuso si svolgerà domani e dopodomani, 21 e 22 agosto, nel Quartiere Cancello. Tra gli ospiti figura lo scrittore Gioacchino Criaco, autore del romanzo “Anime nere”, che offrirà una riflessione sulla Calabria autentica e sugli stereotipi.
Il 22 agosto interverrà l’operatore sociale e disegnatore Francesco Piobbichi per dibattere di migranti e politica, mentre Luciana Rendace curerà il workshop “Giustizia e decrescita globale”.
La storia e l’architettura locale saranno riscoperte grazie al trekking urbano guidato da Franco Marzullo, affiancato da attività ludiche per le nuove generazioni. I vicoli del quartiere diventeranno inoltre un museo a cielo aperto con le opere di 26 artisti della call “Memorie”.

Musica e convivialità
A fare da cornice alla manifestazione saranno la gastronomia popolare curata dalla storica associazione Brave Ragazze e il mercato a chilometro zero dedicato ad artigianato e produzioni locali.
Sul fronte musicale si esibiranno i Raiz Nivira, nell’ambito del Peperoncino Jazz Festival, il cantautore paolano Pocodigiorgio e la musicista indie Gioia Lucia.
L’accesso è gratuito e la realizzazione si basa su autofinanziamento e mutuo aiuto: “Abitare i margini delle nostre città è un atto politico. Significa scegliere di restare, di ritornare, di continuare a tessere i fili di una comunità viva, aperta e solidale”, spiegano gli organizzatori, convinti che l’arte indipendente possa far riscoprire il senso di appartenenza a tutto il territorio.





























