«C’è l’ombra della ‘ndrangheta sull’area dell’ex Alfa Romeo di Arese». E’ questa la denuncia dello Slai Cobas che, basandosi su visure camerali, ha già inoltrato un esposto (e non è il primo) alla Procura della Repubblica del Tribunale di Milano.
Il tutto ruota intorno al nome di Carmine Cambareri, 50 anni, nato a Bagnara Calabra, residente a Bologna, che è stato arrestato lo scorso primo marzo nell’ambito dell’operazione «Black Hawks» che ha visto il coinvolgimento della ‘ndrangheta, ad opera del Gico e del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Milano.
Si è trattato di un’operazione di rilievo, visto che ha portato all’emissione di 23 ordini di custodia cautelare, chiesti dal gip Giuseppe D’Amico, e al sequestro di beni per cinque milioni di euro; i reati contestati sono quelli di riciclaggio, usura, estorsione, associazione a delinquere, ricettazione con l’aggravante del metodo mafioso.
Come ricostruisce lo stesso SlaiCobas, Cambareri è titolare della Cargolog srl, l’azienda specializzata in logistica nel settore automobilistico che gestisce (dal marzo 2011) Arese Automotive, il deposito di auto; è, inoltre, amministratore delegato della Cargo Rent. Per Corrado Delle Donne, rappresentante nazionale dello Slai Cobas -. «a maggio 2012 Arese Automotive ha ceduto il ramo d’azienda del deposito delle auto e del silos dell’Alfa Romeo a Cargo Log, il cui proprietario era già in carcere per ‘ndrangheta – spiega Come è possibile che un personaggio così continui a fare affari? Qui assumono gli uomini dell’ndrangheta e lasciano in mezzo alla strada operai e operaie con famiglie da mantenere».
L’esponente sindacale già a luglio aveva fatto presente la situazione all’ufficio di segreteria del gip D’Amico, ma non ottenendo risposte, ha deciso di denunciare tutto pubblicamente. «Non ci stancheremo di denunciare gli affari sporchi. Speriamo che prima o poi succeda qualcosa – conclude Delle Donne – anche se l’impressione è che su quest’area ci siano di mezzo uomini e interessi politici che riescono a condizionare la magistratura».


























