Fuori i corpi malavitosi dalla politica calabrese.Verso un Programma Comune per Rifondare Insieme la Regione Calabria

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Nonostante esse siano il più potente e autorevole atto d’accusa contro le ingerenze e le manipolazioni criminose nella vita amministrativa regionale, illudersi che possano bastare solo le inchieste giudiziarie a salvare la Calabria dal baratro istituzionale in cui è caduta per colpa di uomini politici sleali, infedeli e traditori, sarebbe non soltanto un vano abbaglio ma anche la negazione stessa dello sforzo e del coraggio necessario per cambiare realmente lo stato delle cose presente.

di Vito Barresi

Di fronte alle ‘degenerazioni trash’, ampiamente evidenziate dal caso Tallini, in cui si è completamente smarrito il senso etico della politica, calpestando la morale minima che orienta il rapporto sano tra politica e istituzioni, immaginare il ripristino della buona democrazia e della giusta rappresentanza in seno a quel che dovrà essere il nuovo Consiglio Regionale della Calabria, significa rendere concreta l’affermazione di una politica costruttiva, l’unica politica sostenibile per debellare i comportamenti distruttivi dei cattivi politici e della pessima amministrazione, scardinare l’intreccio nefasto tra interessi privati e personali e leve gestionali del pubblico potere.

La drammatica diffusione del virus Covid-19 in ogni parte della Regione Calabria ha messo in ‘violenta evidenza’ l’impressionante debolezza dell’attuale politica regionale.

Mentre si diffonde il Coronovirus il rischio del collasso istituzionale nella Regione Calabria è tanto più evidente nell’incapacità del ceto politico dominante di saper dare risposte univoche e valide alle esigenze di ampi strati sociali abbandonati a se stessi, ormai staccati da ogni rete di protezione pubblica, come dimostra il diffondersi impressionante del contagio e del virus nelle aree urbane più degradate, ove insistono sacche di povertà e disgregazione che già prima della pandemia erano stati lo sfondo e il brodo di coltura di devianze, violenze, dominio di gruppi malavitosi e locali di ’ndrangheta.

Mai come in questo frangente per la Calabria è tempo di una politica costruttiva che sappia risanare presto ferite e piaghe del passato, guardando nell’immediato a una nuova leva di rifondatori dell’istituto regionale, persone impegnate nella vita religiosa, intellettuale e spirituale, nell’impegno sociale e del volontariato per dare un futuro solido e autentico, progettuale e aperto alle tante componenti vitali della realtà calabrese, economiche, culturali e umane di questa terra.

Aprire insieme la politica al dialogo e al confronto nei territori e nei comuni è ormai un’emergenza democratica a difesa della Calabria e della sua popolazione. Combattere la rassegnazione e il fatalismo significa arginare la disgregazione istituzionale e sociale, opporre il ragionevole e realistico impegno a edificare insieme il mutamento qualitativo, il punto di svolta della nostra civiltà regionalista.

Contro ogni illogica scorciatoia del distacco, della rinchiusura nel proprio ’isolamento’, ognuno potrà dare il proprio dono e contributo per formulare collettivamente gli obiettivi essenziali di un Programma per Rifondare la Regione Calabria, finalizzato a costruire una piattaforma di priorità e bisogni, accogliere domande e individuare soluzioni, dentro il quadro di un diverso modello di vita pubblica in difesa dei valori tipici, al diritto e alla difesa della vita calabrese e della sue consolidate e storiche tradizioni di umanità e laboriosità.

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