Da diversi giorni, pazienti e familiari della Calabria denunciano la mancanza di farmaci fondamentali in distribuzione per conto (Dpc), spesso di alta specializzazione per patologie oncologiche e malattie rare. Questa situazione sta creando disagi enormi, costringendo molte famiglie a sostenere spese ingenti per l’acquisto diretto dei medicinali, con ricadute pesanti sui bilanci quotidiani.
Le parole di Amalia Bruni
Amalia Bruni, consigliera regionale del Pd e candidata al Consiglio calabrese, commenta: «Il sistema DPC, attivo da anni, ha rappresentato un aiuto fondamentale, garantendo accesso più semplice ai farmaci e risparmi per le casse regionali. Ora, invece, assistiamo a disfunzioni che mettono a rischio le cure dei pazienti più fragili».
Inoltre evidenzia anche come il problema sia legato a scelte politiche e organizzative errate: «La Regione non ha avviato le gare in tempo, e questo ha lasciato i pazienti senza farmaci, compromettendo cure essenziali e negando diritti fondamentali».
La criticità della gestione e le conseguenze
Secondo Bruni, lo smantellamento del Dipartimento Salute e le scelte dell’ex presidente hanno indebolito la governance del settore, rendendo Azienda Zero inattiva mentre il Dipartimento si ritrova senza 6 dei 11 dirigenti di settore. La conseguenza è un incremento dei problemi organizzativi e, di fatto, la paralisi delle gare di acquisto.
«La mancanza di una regia forte nel settore farmaceutico rappresenta un disastro, che si ripercuote sui cittadini e sulle casse della Regione», conclude la consigliera, sottolineando che l’intera gestione della sanità calabrese necessita di interventi urgenti e strutturali.






























