Da tempi immemori, in molti paesi della Calabria è ancora assai sentito e praticato il culto di Gesù Bambino (detto comunemente Bambinello), la cui statuina viene accolta in tutte le case, in genere tra il Natale e l’Epifania, in particolare il 31 dicembre e a Capodanno.
Così come a Badolato, paese che cura più di altri tale tradizione, facendo visitare dal Bambinello gli uffici, i negozi, i luoghi di produzione e le case di campagne nella giornata del 31 dicembre; mentre tutta la giornata di Capodanno è dedicata alla visita delle famiglie, entrando festosamente in tutte le case del centro abitato, dove in alcune si svolge pure la vestizione devozionale della statuina, che viene poggiata sui letti di ogni componente il nucleo familiare come benedizione per tutto il resto dell’anno. E, come da antico rituale, il corteo del Bambinello è preceduto dalla lampada ad olio (simbolo della nascita della Luce sia divina che solstiziale), dagli zampognari in continue melodie, dai collaboratori del parroco e dai devoti dei rioni già visitati o ancora da visitare, come saluto e benvenuto.
Il medesimo culto è assai sentito pure a Stalettì, dove tra Natale e l’Epifania avviene la processione della statua di Gesù Bambino seduto su un trono nell’atto di benedire con la mano destra, mentre sulla sinistra regge il mondo. Nel giro processionale del paese, tale statua viene portata prima da sole donne e poi da soli uomini. Il sindaco,Mario Gentile, in accordo con l’Università delle Generazioni di Badolato, intende valorizzare tale speciale culto del Bambinello, l’unico pare portato in processione per le vie di un paese.
La stessa Università delle Generazioni, anni fa, ha effettuato una ricerca in numerosi paesi della Calabria ed ha accertato che in molti di loro era o è ancora presente la tradizione del Bambinello portato nelle case nel periodo delle Festività Natalizie. Da tale ricerca antropologica è risultato il fatto che epicentro di tale culto sia, più o meno, il territorio della ex Diocesi di Squillace. Ma ci sono pure paesi del reggino e del lametino come ad esempio Conflenti dove (come conferma lo storico parroco Adamo Castagnaro) il Bambinello visita soltanto le case degli ammalati.
L’Università delle Generazioni da anni propone di realizzare una rete regionale calabrese per la valorizzazione (anche turistica oltre che storico-antropologica) delle manifestazioni del Natale e della Pasqua le quali (essendo di particolare importanza, significato e maestosità pure scenografica) possono essere godute, più o meno religiosamente, da devoti o turisti provenienti da ogni dove, se solo ci fossero appositi “pacchetti” con cui poter più facilmente partecipare a tali considerevoli e memorabili eventi.
“D’altra parte, sono ormai tre anni che in Calabria si festeggia l’arrivo del nuovo anno con la apposita trasmissione televisiva nazionale L’anno che verrà su Rai Uno, che però non evidenzia (oltre alle ormai risapute bellezze iconiche regionali) le numerose manifestazioni che si svolgono quasi in ogni paese calabrese, specialmente là dove c’è l’antichissimo culto del Bambinello” osserva il giornalista Domenico Lanciano. “Le Diocesi italiane ed estere potrebbero giocare un ruolo determinante nella valorizzazione degli eventi legati anche al Bambinello, così pure le università umanistiche per il suo studio socio-antropologico e storico, mentre le emittenti tv locali e nazionali gioverebbero alla sua migliore e maggiore diffusione”.































