Un sistema di raggiri digitale tanto semplice quanto efficace. Trentuno persone sono state iscritte dalla Procura di Crotone nel registro degli indagati, con l’accusa di aver preso parte a una presunta associazione a delinquere specializzata nelle truffe online e nel riciclaggio. Un’indagine meticolosa, condotta dai Carabinieri tra il 2022 e il 2024, che fa ritenere di aver portato alla luce un meccanismo capace di colpire decine di ignari acquirenti sparsi in tutta Italia, attirati da annunci che sembravano affari imperdibili.
L’indagine della Procura
Il sostituto procuratore Matteo Staccini ha coordinato le attività investigative che hanno ricostruito almeno 140 episodi di truffa.
Nonostante la richiesta di misure cautelari personali per undici indagati, il Giudice per le indagini preliminari, Assunta Palumbo, ha deciso di non limitare la libertà dei soggetti.
Si tratta di Luca Caporali (di 48 anni), Armando Covelli (45), Carmelo Iembo (48), Salvatore Lombardo (40), Daniele Pugliese (53), Pier Domenico Rizzuto (42), Marcello Ruperti (58), Domenico Scolieri (47), Giustina Debora Marzia Leto (39), tuti di Crotone; e di Francesco Tallarico (45) di Isola di Capo Rizzuto e Marco Liguori (39) di Scandale.
Come spiega l’Agi, il Gip ha però disposto un massiccio sequestro preventivo: sotto la lente della giustizia sono finiti conti correnti, veicoli, immobili e denaro contante per un valore che supera i 300 mila euro.
Un colpo economico diretto al cuore dell’organizzazione per recuperare i proventi illeciti accumulati in due anni di attività frenetica.

Il meccanismo del raggiro
Gli inquirenti spiegano che la struttura del gruppo era organizzata con precisione quasi aziendale. All’interno del sodalizio c’era chi si occupava esclusivamente della fase di adescamento, pubblicando annunci civetta su piattaforme molto popolari come il Marketplace di Facebook o siti specializzati come trattori-usati.it.
La merce proposta spaziava dai macchinari agricoli ai mezzi edili, arrivando persino alle piscine. Una volta che la vittima versava il corrispettivo pattuito, i venditori sparivano nel nulla, rendendosi irreperibili e lasciando gli acquirenti senza soldi e senza prodotti.
La rete del riciclaggio
Per rendere difficile la tracciabilità del denaro, l’organizzazione si avvaleva di una rete di complici e teste di legno. Questi ultimi mettevano a disposizione carte prepagate e conti correnti su cui far confluire i bonifici.
Appena ricevuto l’accredito, i fondi venivano immediatamente smistati verso altri rapporti bancari o prelevati in contanti agli sportelli.
Esemplare è il caso di un escavatore Caterpillar, per il quale un acquirente è arrivato a versare 5mila euro prima di accorgersi della beffa, o la vendita di un trattore che ha fruttato ai truffatori oltre 4mila euro attraverso versamenti su carte Postepay.




























