Prosegue con successo il percorso intrapreso da attraversare il buio, la rassegna culturale e letteraria dedicata interamente al benessere psicologico e alla salute mentale. L’iniziativa è promossa da Galileo Editore in stretta collaborazione con la Fondazione Le idee di Chicco, un progetto nato con l’intento preciso di creare uno spazio di dialogo, confronto e profonda riflessione attraverso lo strumento dei libri, dell’arte e della narrazione contemporanea. Dopo il primo appuntamento che ha visto al centro dell’attenzione l’albo illustrato intitolato peripezia di Maria Soria, la manifestazione si prepara a tornare sul territorio per offrire un nuovo momento di condivisione aperto alla comunità.
Il secondo appuntamento
Il nuovo incontro in calendario è fissato per mercoledì 28 maggio, con inizio alle ore 18:30, e si terrà nei locali della sede della Fondazione Le idee di Chicco nella città di Cosenza. Il fulcro della serata sarà la presentazione della graphic novel dal titolo Non ha smesso di piovere, opera firmata da Caterina Costa e pubblicata dalla medesima casa editrice Galileo Editore.
Il dibattito culturale e la successiva discussione saranno coordinati e moderati da Giorgia Reda. Per l’occasione sono previsti gli interventi di Simone Tropea, direttore della fondazione ospitante, e di Marilena Morabito, curatrice e architetta, che dialogheranno insieme all’autrice del volume, presente all’evento per accompagnare il pubblico all’interno del processo creativo e umano che ha dato vita al libro.
La metafora del meteo
L’opera al centro dell’evento si configura come un vero e proprio viaggio emozionale e visivo che affronta con estrema delicatezza e autenticità il tema complesso della depressione. L’autrice sceglie di utilizzare la metafora delle condizioni atmosferiche per raccontare il dolore interiore, il percorso verso la consapevolezza e l’accettazione del supporto esterno.
Il volume è strutturato in capitoli intitolati sole, nuvoloso, pioggia, temporale e ombrello, una suddivisione che permette di attraversare le diverse fasi della malattia, partendo dalla perdita di orientamento e dall’isolamento, passando per la rabbia, fino alla possibilità concreta di trovare gli strumenti idonei per convivere con la propria fragilità.
L’ombrello come simbolo
All’interno della narrazione l’ombrello assume un valore fortemente simbolico, arrivando a rappresentare il supporto esterno, il percorso di terapia, l’ascolto e la presenza fondamentale delle persone care nel momento del bisogno. Attraverso un tratto grafico essenziale e al tempo stesso evocativo, Caterina Costa costruisce un racconto intimo e necessario, capace di trasformare la sofferenza in uno spazio condiviso di vicinanza e comprensione reciproca.
La rassegna nasce proprio con l’obiettivo di usare la cultura come strumento di dialogo attorno ai temi della sensibilità emotiva, offrendo un’opera che non propone soluzioni semplici ma restituisce dignità all’esperienza. Per quanti volessero partecipare, l’ingresso all’evento cosentino sarà libero fino a esaurimento dei posti disponibili.






























