Federconsumatori Calabria interviene con fermezza sulla strage di Amendolara, dove quattro braccianti agricoli sono stati uccisi in un contesto che l’associazione definisce di “barbarie” e sfruttamento estremo. Nel messaggio diffuso, l’organizzazione parla di una soglia oltre la quale il caporalato non è più solo sfruttamento, ma violenza criminale che calpesta ogni diritto umano e contrattuale.
Nella nota vengono ricordati i nomi delle vittime, tre afghani e un pakistano, e si evidenzia come i lavoratori abbiano perso la vita dopo aver chiesto il pagamento di settimane di lavoro nei campi tra la Sibaritide e il Metapontino. Federconsumatori sottolinea che la tragedia colpisce non solo il mondo del lavoro, ma anche quello dei consumatori, sempre più attenti alla provenienza di ciò che acquistano e portano in tavola.
L’associazione denuncia il rischio che il cibo arrivi sulle tavole “sporco di sfruttamento” e chiede strumenti capaci di garantire trasparenza lungo tutta la filiera. Da qui la proposta di un’etichettatura sociale obbligatoria che attesti regolarità contrattuale, condizioni di lavoro, sicurezza nei campi e rispetto della dignità dei lavoratori.
Tra le richieste avanzate anche un inasprimento delle norme contro il caporalato, l’applicazione delle misure regionali già previste e un’indagine più ampia della magistratura per individuare eventuali complicità e connivenze oltre gli esecutori materiali. Federconsumatori Calabria annuncia infine la propria adesione alla mobilitazione di sabato ad Amendolara promossa da Cgil Calabria e Flai Cgil.






























