Lamezia, riforma forense: dibattito sul futuro dell’avvocatura

in Attualitàprovincia di Catanzaro
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Il percorso di rinnovamento della giustizia italiana passa inevitabilmente attraverso la riorganizzazione delle sue figure chiave. Questo è stato il tema centrale del convegno intitolato “Quale futuro per l’avvocatura? La stagione delle riforme”, svoltosi all’interno dell’Aula Garofalo del Palazzo di Giustizia di Lamezia Terme. L’incontro, nato dalla stretta collaborazione tra la sezione locale dell’Aiga (Associazione Italiana Giovani Avvocati) e l’Ordine degli Avvocati di Lamezia Terme, è stato coordinato nei suoi passaggi dalla giornalista Nadia Donato, registrando una forte partecipazione non solo di addetti ai lavori ma anche di cittadini interessati alle imminenti evoluzioni del sistema forense nazionale.

Gli interventi istituzionali e l’accesso alla professione

I lavori assembleari sono stati inaugurati dai saluti dei vertici della magistratura e dell’avvocatura territoriale. Il presidente del Tribunale di Lamezia Terme, Giovanni Garofalo, ha rimarcato l’assoluto valore dell’aggiornamento costante come punto d’incontro fondamentale tra giudici e legali, seguito dalle riflessioni del presidente dell’ordine lametino, Giuseppe Pandolfo, e del delegato per la Calabria dell’Organismo Congressuale Forense, Francesco Calvelli.

L’introduzione tecnica è stata curata da Domenico Alessandro Ferrise, presidente della sezione cittadina dell’Aiga e responsabile dell’Osservatorio Legislativo Nazionale dell’associazione, il quale ha delineato le priorità della giovane avvocatura, incentrate su un accesso più equo alla professione, tutele mirate per i praticanti, una regolamentazione chiara della monocommittenza e una maggiore rappresentanza negli organismi interni.

I nodi della riforma e le nuove strutture associative

A sostenere le motivazioni di questo focus programmatico è intervenuto anche Paolo Fiorentino, esponente del consiglio dell’ordine locale e tra i principali promotori del dibattito, il quale ha evidenziato l’importanza di ospitare contributi provenienti dalle più grandi realtà forensi del Paese.

Tra i relatori di spicco, Paolo Rossi, vicepresidente vicario dell’Ordine degli Avvocati di Bologna, ha analizzato i limiti dell’attuale legge professionale risalente al duemiladodici, illustrando le principali novità in materia di superamento delle incompatibilità e di riforma del tirocinio negli studi legali.

Nel corso del suo intervento è emersa la chiara necessità di favorire la nascita di studi associati multidisciplinari, un modello organizzativo ritenuto ormai indispensabile per rispondere con efficacia alle complessità del mercato attuale.

Innovazione tecnologica e difesa dei presidi territoriali

Un ampio spazio di riflessione è stato dedicato all’impatto delle nuove tecnologie applicate al diritto. Il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Milano, Antonio La Lumia, ha invitato la platea a considerare l’intelligenza artificiale come uno strumento di supporto per l’organizzazione del lavoro e l’analisi dei flussi di dati, ribadendo tuttavia che la sensibilità deontologica e la responsabilità decisionale rimarranno prerogative esclusive del professionista.

Infine, la discussione ha toccato il delicato tema della geografia giudiziaria attraverso la relazione di Mario Pace, delegato dell’Ocf per la Calabria. Quest’ultimo ha espresso la netta contrarietà dell’avvocatura regionale rispetto alle ipotesi di ulteriori ridimensionamenti o chiusure di uffici giudiziari sul territorio calabrese, ribadendo l’importanza di tutelare la prossimità della giustizia per i cittadini.

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