Rinnovabili in Calabria: sindaci e intellettuali chiedono una regia nazionale

in Infrastruttureprovincia di Calabria
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Un gruppo sempre più folto di amministratori locali e cittadini calabresi ha deciso di far sentire la propria voce per chiedere un cambiamento profondo nella gestione della transizione ecologica. La richiesta, indirizzata direttamente al Governo, nasce dal timore che l’assenza di regole chiare possa favorire interventi privi di una visione d’insieme. Questa iniziativa è promossa attivamente dal comitato Tess, Transizione Energetica Senza Speculazione, che ha inviato un appello alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni affinché si possano scongiurare dannose speculazioni sui territori.

> Giorgia Meloni

Amministratori in prima linea

Il documento ha già raccolto ampi consensi e conta moltissime adesioni in tutta la penisola, coinvolgendo attivamente anche la Calabria.

Tra i primi firmatari figurano sindaci come Antonella Blandi di Lattarico, Domenico Citrea di Cropalati, Mario Gentile di Stalettì e il consigliere comunale Alfredo Sità di Agnana Calabra.

Questi rappresentanti esprimono la ferma volontà di trovare un punto di incontro equilibrato tra l’indispensabile sviluppo delle fonti pulite e la fondamentale tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico locale.

La voce della società civile

Oltre alle istituzioni comunali, l’appello ha trovato un forte sostegno nel variegato tessuto associativo della regione. Hanno infatti aderito sigle importanti come Terra e Libertà Calabria, rappresentata anche dal firmatario Giuseppe Rotiroti, insieme a Ehpa Basilicata Calabria e Popolo Unito Aps.

Queste realtà si battono quotidianamente per la salvaguardia dell’ambiente e si uniscono alla richiesta di una pianificazione nazionale che sappia indicare chiaramente dove e come installare i nuovi impianti.

La scelta dei luoghi adatti

Il fulcro della proposta consiste nell’indirizzare le installazioni tecnologiche verso aree già compromesse, come zone industriali dismesse, tetti degli edifici, parcheggi e cave ormai esaurite.

Si vuole evitare che la transizione si traduca in una progressiva e incontrollata occupazione di campi coltivati, montagne e crinali panoramici della penisola.

I promotori sostengono che preservare il paesaggio agricolo e culturale non sia affatto un ostacolo al progresso energetico, ma una risorsa economica e identitaria irrinunciabile per la Calabria e per l’intera Italia.

Il sostegno della cultura

Inviato il 4 luglio scorso, l’appello ha incassato l’adesione di prestigiose personalità del mondo accademico e scientifico nazionale. Tra i firmatari spiccano i nomi della cantautrice Nada Malanima, dei docenti universitari David Fanfani, Antonio Longo, Claudio Zucca, Massimo Rovai e Paolo Agnelli.

A loro si uniscono il giurista Paolo Maddalena, già vicepresidente della Corte Costituzionale, Ugo Mattei per Generazioni Future, il direttore d’orchestra Manlio Benzi, il direttore della fotografia Paolo Carnera e lo psicoterapeuta Massimo Ammaniti, tutti uniti per salvaguardare il futuro collettivo.

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