Il caso Roggero, la giustizia fai da te, i condannati in Parlamento e la legalità del parcheggio

in Diderotto
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Ci sono dei segnali che tutte le Civiltà al tramonto danno con ineluttabilità chirurgica, e il più decisivo è, senz’altro, il crollo della legalità. Che non vuol dire che diventano tutti rapinatori o assassini, ma che la Legge comincia a valere solo “fino ad un certo punto”. Il principio è stato addirittura teorizzato pubblicamente dal Ministro Tajani, stupido il giusto, ma certo meno dell’altro Ministro Salvini, entrambi possibili attori eponimi del periodo attuale. Infatti, senza parere, la locuzione teoretica di Tajani ha dato base filosofica alla ennesima puttanata dell’inoccupato cronico e verde, il quale si è posto il problema di una eventuale candidatura nazionale del mite Roggero, da qualche ora destinato al gabbio da una sentenza ribadita fino al terzo grado di giudizio.

» di Diderotto

Un’idea del genere vive all’interno di un’emozione che vede non perseguibili circa 128 parlamentari con condanne già definitive o, almeno, con rinvio a giudizio in forzato stand-by per pratiche dilatorie della Casta, non processabili altre eminenti figure della delinquenza parlamentare, ex detenuti in prima fila fra i candidabili prossimi venturi.

Solo che, ossequiate le esigenze affettive dell’intero parco buoi, se esponenti del Potere legislativo (parlamentari) ed esecutivo (Ministri e Sottosegretari) non perdono occasione per sindacare tutto quel che fa il Potere giudiziario, vuol dire che il principio di Legalità è morto.

Ed è morto in relazione al Tempo, alla Persona ed al Luogo, liberando il campo alla legge del più forte ed a quello, conseguente, dell’amichettismo.

> Mario Roggero

“Lei non sa chi sono io”

Avete, infatti, già sotto gli occhi i già citati condannati in Parlamento, l’impossibilità acclarata di giudicare noti delinquenti perché parlamentari, l’uso sfrenato dell’istituto della prescrizione, il “Lei non sa chi sono io” sbattuto in faccia e ripetuto come simbolo del Potere al crudo.

Addirittura l’uso del territorio in maniera arbitraria, dalle concessioni edilizie alle concessioni balneari, a quelle di immobili in comodato, concesso o sopportato. E via dicendo.

Al proposito, un amico mi sottoponeva l’altro giorno una evidenza di casa nostra: qui a Crotone, in Via Cappuccini tutti i parcheggi sono gratuiti, contrariamente a tutte le zone limitrofe del Centro, perché? E perché lì è sempiterno il parcheggio in tripla fila (magari anche quadrupla), senza mai registrare la presenza di Polizia urbana o Forze dell’Ordine in genere? La “legalità del parcheggio” è legata solo alle aree a pagamento?

Tanto per dire, dove arriva la decadenza! Baci.

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