Un quotidiano: “Emigrazione, dalla Calabria la fuga più intensa verso il Centro-Nord: Crotone maglia nera”. E poi: “Dal Mezzogiorno persi 150.000 giovani laureati in 6 anni”. Già questa sarebbe la più spietata fotografia del fallimento politico del Sud e della Calabria in particolare, che in un primo momento ho attribuito ad una generica insignificanza dei politici meridionali, parvenu nella maggioranza dei casi, ed in Calabria nella totalità. Ma un amico, attento ed acuto, mi ha suggerito che potrebbe esserci addirittura un problema antropologico, specie nei politici (minuscolo) calabresi.
» di Diderotto
In effetti, ho iniziato a riflettere, oltre Misasi e Mancini, la Calabria non ha mai prodotto elementi di valenza assoluta. Catanzaro si è crogiolata in un mediocre caporalato, mentre Reggio Calabria, oltre il sanculotto Ciccio Franco, su sponda inutile, non ha mai prodotto niente di memorabile.

Una cosa che non ha nessuna giustificazione, né alcun senso
Se questo è, e lo è, non mi è restato che dare ragione all’amico. Chi fa politica in Calabria è evidentemente tarato per raggiungere il grado massimo di valvassino. Non può aspirare ai gradi di valvassore, o addirittura di vassallo, di monarca non ne parliamo proprio, per una intima deficienza genetica. Qui a Crotone, sfortunatamente, non si riesce ad andare oltre il titolo di “commudu i casa”.
Ed i fatti delle ultime settimane confermano l’assunto.
In periodo balneare, per movimentare l’atmosfera, ci sono stati cinque riposizionamenti di Famiglie all’interno della compagine governativa. Cosa che non ha nessuna giustificazione, né alcun senso.
Crotone, il Consiglio e la tradizione del salto della quaglia. La transumanza, sai, è come il vento!
Si può solo ipotizzare che, poiché è impossibile farli esprimere in linguaggio comprensibile e corrente, i sullodati hanno pensato di marcare la loro presenza spostando le sedie, sempre, comunque, in perimetro governativo.
Quanto siano insulsi ed inutili lo dimostra, immediatamente ed al di là di ogni ragionevole dubbio, la vicenda dell’aumento della Tari.
Flotta e Familiari abbracciano Vannacci, la transumanza arroventa l’agosto crotonese
Chi li ha votati non può lamentarsi, può spernacchiarsi allo specchio
Premesso che la raccolta differenziata è stata da sempre pubblicizzata come volano di risparmio progressivo della tassa sulla raccolta rifiuti, è di giugno la trionfale rivendicazione che Crotone ormai si attesta prodigiosamente fra il 50% ed il 60% di differenziata. Logica vuole che un simile risultato portasse ad una riduzione della Tari.
Fricati! Tassa aumentata del 6,5%. La trombatura è stata votata dalla maggioranza tutta, compresi i riposizionati e quelli col riposizionamento in corso. Intendiamoci, probabilmente servono denari per riequilibrare la cassa comunale, ma, cari cunni di Borgia, voi non potete spararvi 16 milioni di euro senza considerare che avete sulla testa due Spade di Damocle per complessivi 3 milioni di euro. Dovevate prevedere la riserva di cassa. Ora è comodo bussare a denari con l’aumento Tari, ma cca ni sati affucannu!
E però, chi ha votato gli acrobati ed i tuttora in fermo non si può lamentare, al massimo dovrebbe da solo spernacchiarsi allo specchio.

Il vero guaio non è il parco buoi ma i suoi elettori, perfettamente in linea
Inoltre, è inutile scandalizzarsi su Stampa o Internet della inadeguatezza del campionario, notoriamente incapace ab aeterno di assemblare un discorso, minimo, in Italiano corretto, perché il vero guaio non è il parco buoi, ma i loro elettori, perfettamente in linea con lo squallore dei loro rappresentanti.
I millanta voti e passa che si esibiscono come scalpi elettorali non sono il segno di capacità riconosciute, ma il risultato del pactum sceleris per investire chiachielli qualunque della rappresentanza delle “Famiglie”. A cui, in verità, può essere tributato un solo riconoscimento: una capacità di figliare negli anni superiore a quella dei conigli.
Statti bbonu, Cutronu. Baci.































