La “transumanza”, specie quella politica, è come quegli usi e costumi che spessno entrano nella società e diventano subito di moda: nel senso che se ne fa un uso assai diffuso. Esempi concreti e quotidiani il sushi o il poké al posto delle più autarchiche vrasciole; o il padel anziché il classico tennis; informarsi su Facebook piuttosto che leggere i giornali. Solo per fare alcuni esempi, sia beninteso!
» di U Mischeddrusu
Nel precedente scritto il vostro Mischeddrusu si era già occupato del fenomeno, quello appunto della transumanza politica, avendo cura di avvertirvi che il flusso non si sarebbe affatto arrestato con gli esempi allora citati: Marisa Luana Cavallo e Sebastiano Aloia quanto ai gruppi consiliari, Alfonsino Gaetano per le associazioni.
E, puntualmente, la previsione si è avverata con altre due trasmigrazioni, e anche di peso, nell’orbita della maggioranza. Ovvero i consiglieri Saverio Flotta e Vincenzo Familiari che sono passati a Futuro Nazionale.
Crotone, il Consiglio e la tradizione del salto della quaglia. La transumanza, sai, è come il vento!
Il valzer dei partiti
Nel caso di Familiari – vista la sua tradizionale appartenenza all’area cosiddetta di destra-destra – il passaggio dalla lista Crescere al manipolo del generale Vannacci non desta particolare clamore, se non per il fatto che la transumanza colpisca un’altra lista collegata direttamente al sindaco Vincenzo Voce.
Un po’ più complesso, invece, la questione di Flotta, che nel corso della sua carriera politica e consiliare, potremmo dire abbia praticamente girato l’intero arco costituzionale dei partiti, dalla sinistra all’ultra destra.

Il precedente storico
A voler sforzare le meningi, ci pare infatti di ricordare che, forse, solo l’ex parlamentare Dorina Bianchi (approdata con naturalezza dal Pd a Berlusconi) abbia militato (all’epoca) in più partiti del nostro, pur tenendo conto della differenza, evidentemente, delle rispettive carriere politiche.
È giusto il caso di rammentare che Flotta si candidò alle Amministrative con il Partito Democratico, inneggiando allo slogan coerenza, lealtà e tenacia (e meno male sic!), per poi passare ai Riformisti per Crotone (leggasi “Sculchiani”) per approdare, quest’anno, in Fratelli d’Italia.
Già questo passaggio nell’alveo della premier Giorgia Meloni, dopo un breve transito dalle parti di Forza Italia (pur senza candidatura alcuna) aveva già creato una qualche discussione, tanto in FdI che fuori.
Nonostante sia stato il più votato della lista, Flotta è però rimasto fuori dall’assegnazione degli incarichi, sia per ciò che riguarda la Giunta che per la Presidenza del Consiglio, persino per il ruolo di Capogruppo.
Elementi questi che avrebbero creato ulteriori fibrillazioni in Fratelli d’Italia, apparentemente rientrate dopo un intervento dei vertici nazionali e regionali. Il classico fuoco sotto la cenere che tuttavia si è riacceso dopo quest’ultimo “salto”, quello in braccio a Vannacci.

L’ira del sindaco
Com’è noto, Saverio Flotta è molto vicino ad Arturo Crugliano Pantisano, anch’egli passato dal Pd al Centrodestra; e c’è chi sospetta che questa nuova strategia possa essere proprio frutto di quest’ultimo. Ma son solo dei maliziosi!
I due hanno subito messo le mani avanti affermando di condividere “appieno il Manifesto e l’idea di un’azione politica che non si pieghi alle logiche dei partiti tradizionali” affrettandosi ad assicurare che porteranno avanti questo progetto “nel rispetto del mandato popolare ricevuto, ovvero a sostegno del sindaco Voce, da noi fortemente sostenuto e recentemente riconfermato con un grande plebiscito popolare”.
Ma il sindaco, in realtà, pare abbia preso per niente bene quest’ennesimo cambio di casacca, un disappunto messo nero su bianco in una nota di fuoco data alle stampe ed in cui l’ha definito come “una scelta politica che inevitabilmente impone una riflessione, soprattutto perché interviene a pochi mesi dall’insediamento della nuova consiliatura”.

La valutazione politica
Lo stesso Voce, proseguendo, ha inoltre sottolineato come quella di Flotta e Familiari sia una decisione che imponga inevitabilmente una valutazione politica “che non può essere elusa”.
Per questo, nei prossimi giorni, il primo cittadino promuoverà un confronto con le forze della maggioranza “per comprendere le ragioni di questa scelta e verificarne le implicazioni sul percorso politico e amministrativo avviato con il mandato elettorale”.
Intanto c’è chi spiffera che le transumanze non finiscano qui, finanche in direzione dell’ovile vannacciano; da qui la ferma presa di posizione di Voce. Dal punto di vista politico-amministrativo, dunque, quest’estate, già di per sé torrida, è divenuta decisamente ancor più rovente.































