Crotone, il Consiglio e la tradizione del salto della quaglia. La transumanza, sai, è come il vento!

in Cronache da Krotonland
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Benvenuti a Crotone, dove la “transumanza” politica non è più una semplice pratica ma una disciplina olimpica, fors’anche in virtù delle tradizioni ben note della città ma con una particolarità tutta autoctona: si cambia tutto, tranne la sedia. Perché qui le dimissioni, anche dopo salti … di lista e orientamento, non sono pervenute. Un istituto misterioso, questo, probabilmente archiviato insieme ai buoni propositi.

» di U Mischeddrusu

Ad inaugurare la pratica del cambio casacca è stato Sebastiano Aloe, che ha lasciato Progetto Kr ma è restato comunque in maggioranza: un capolavoro di equilibrismo, il classico “me ne vado ma resto”. Si sussurra che ciò sia dipeso dalla scelta del capogruppo, Antonio Megna, che ha deciso di restare in Consiglio, come presidente, e non come assessore; in quest’ultimo caso avrebbe ceduto il posto ad un altro componente del gruppo, rimasto, invece, fuori.

La fuoriuscita con clausola di rientro

A seguire Marisa Luana Cavallo, che ha abbandonato la lista civica del primo cittadino, Insieme per Voce sindaco, approdando nella Lega di Salvini: dal civismo condominiale al richiamo nazionale, senza passare dal via.

Alfonsino Gaetano saluta invece l’associazione Cittadini Liberi, area del capo dell’opposizione Giuseppe Trocino, ma si guarda bene dal rompere davvero con la minoranza: una fuoriuscita con clausola di rientro incorporata.

Gaetano ha avuto la “colpa” di non essere d’accordo con la linea di contrasto a tutto tondo nei confronti dell’azione amministrativa e di aver, invece, concesso timide aperture.

Lì dove le casacche volano leggere

Tutto normale, verrebbe da dire: perché a Crotone si può cambiar pelle, bandiera o compagni di viaggio senza avvertire il minimo bisogno (o orgoglio) di rimettere il mandato nelle mani degli elettori.

Forse perché quegli scranni in Consiglio comunale sono di una comodità disarmante; altro che l’arena davanti al Teatro Scaramuzza: lì la seduta è scomoda, precaria, quasi punitiva. Dopo un po’ ci si alza per forza.

In Consiglio, invece, la postura è stabile, anzi: strategica. E infatti, mentre le casacche volano leggere, c’è chi resta ben saldo dove conta. Nessuno pare intenzionato, insomma, a rinunciare a ciò che ha conquistato.

La febbre delle commissioni consiliari

Dal passato, poi, riaffiora puntuale un’altra tradizione tipicamente locale: la febbre delle commissioni consiliari, convocate a ritmo serrato, quasi terapeutico. Ufficialmente “per il bene della città”.

Ufficiosamente – sussurrano i soliti malpensanti – perché ad ogni seduta corrisponda e un gettone di presenza e di consolazione”. E allora: tutti presenti! Tutti operativi! Tutti improvvisamente indispensabili!

Per contenere tanto zelo, qualcuno starebbe valutando una soluzione rivoluzionaria: trasferire le commissioni nell’arena dello Scaramuzza. Sedute assai scomode, tempi ridotti, entusiasmo selettivo. Una riforma posturale prima ancora che politica.

Intanto, nei corridoi del Comune – autentico bollettino meteo del trasformismo – si parla già di nuovi spostamenti. La transumanza è appena iniziata e promette numeri da record.

La collezione dei mono gruppi

Se il trend si manterrà tale, il Consiglio si trasformerà in una collezione di mono gruppi: uno per consigliere, uno per umore, uno per convenienza. E più commissioni, con più gettoni!

Maggioranza e opposizione? Son solo dettagli. Qui a Krotonland si va ben oltre: si entra nella politica dell’“usa e posizionati”, dove l’unica linea davvero invalicabile è quella della propria seduta.

Consiglio nuovo di zecca, dunque, con pochi superstiti dal passato e vecchi vizi. E, come sempre, comodissimi. Visto che si è solo all’inizio non è facile pronosticare che se ne vedranno delle belle.

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