Una folla partecipe ha accolto oggi, con entusiasmo, il nuovo vescovo Cesare di Pietro nella Basilica Concattedrale di Santa Maria Assunta a Gerace. Una celebrazione commuovente per l’insediamento del presule che si è presentato ai suoi fedeli “con la gioia stupefatta del contadino della parabola evangelica che s’imbatte sorprendentemente in un tesoro d’inestimabile valore” accogliendo “Te, Santa Chiesa di Dio che è in Locri-Gerace, quale mia Sposa”. Il vescovo ha poi espresso profonda gratitudine verso papa Leone XIV e il rappresentante pontificio per la fiducia accordatagli. Un pensiero speciale è stato rivolto anche alla sua comunità di origine e all’arcivescovo Giovanni Accolla, con cui ha collaborato a Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela.

L’eredità dei predecessori
Nel suo discorso, il presule ha sottolineato il valore storico e spirituale del territorio calabrese. Richiamando un celebre pensiero filosofico, monsignor Di Pietro si è definito “un nano sulle spalle dei giganti”, consapevole dell’importante eredità lasciata dai suoi predecessori.
Tra questi ha menzionato Francesco Oliva, che ha guidato la diocesi negli ultimi dodici anni, insieme ai vescovi Giuseppe Fiorini Morosini e Giancarlo Maria Bregantini e ribadito l’intenzione di proseguire il cammino ecclesiale nel segno della continuità e del servizio.
L’ascolto verso gli ultimi
Ispirandosi alla figura biblica di Salomone, il nuovo presule ha chiesto al Signore il dono di un cuore docile e capace di ascoltare, esprimendo la volontà di rimanere accanto ai più fragili, citando espressamente “il gemito dei poveri, dei piccoli, degli ammalati, dei diversamente abili, degli immigrati, dei detenuti, degli emarginati”.
Il suo impegno – ha assicurato – si rivolge a tutta la comunità locale, dai presbiteri ai laici, con l’obiettivo di valorizzare le risorse umane e spirituali di ciascuno. Un cristianesimo autentico, ha sottolineato, deve infatti saper essere lievito positivo per la società contemporanea.

Il senso della missione
Citando il cardinale Elia Dalla Costa, il nuovo vescovo ha invitato a non ridurre l’azione pastorale a semplici strategie umane, ricordando l’importanza centrale della grazia divina.
Nel suo intervento ha ricordato come la ricerca del Regno di Dio debba rimanere la priorità fondamentale per ogni fedele. La forza della comunità e dello slancio missionario trova la sua radice nell’eucaristia.
Il presule ha infine affidato il suo ministero alla protezione della Vergine Maria, venerata nel territorio con i titoli di Immacolata a Locri, Assunta a Gerace e Santa Maria della Montagna a Polsi.






























