Non si ferma ma anzi si intensifica e si rafforza l’azione dei carabinieri per prevenire e reprimere il fenomeno dei furti d’acqua, reato ancora più dannoso durante i mesi estivi, quando il caldo afoso e la siccità rendono ancor più indispensabile una corretta fruizione della risorsa. Con l’arrivo dei turisti, poi, la pressione sulla rete raggiunge livelli critici, spingendo le forze dell’ordine a intervenire per tutelare un bene fondamentale.

I controlli e le denunce
In questo contesto, i militari di Isola Capo Rizzuto, nel crotonese, affiancati dai tecnici del Consorzio di Bonifica, hanno passato al setaccio case private, fondi agricoli e soprattutto le strutture ricettive e i villaggi turistici della costa pitagorica.
Proprio dove i consumi registrano le vette più elevate, gli investigatori hanno cercato di garantire il rispetto della legalità, verificando minuziosamente lo stato degli allacci.
Sotto la lente sono finiti sette tra villaggi turistici e strutture ricettive, oltre a diversi privati. Gli accertamenti sono terminati con la denuncia di cinque soggetti per furto aggravato, a causa delle gravi anomalie riscontrate negli impianti. In ogni occasione, i materiali utilizzati per commettere gli illeciti sono stati sequestrati.

La rete della legalità
I riscontri effettuati sul territorio hanno confermato purtroppo la continuità di reati come la sottrazione indebita d’acqua. Anche durante le settimane di maggior afflusso, sono stati individuati e disattivati allacci abusivi, bypass clandestini e manomissioni dei contatori.
Si tratta di trucchi che compromettevano la fornitura regolare destinata a cittadini e turisti, creando disservizi enormi all’intera comunità.





























