Una banale discussione scoppiata nel cuore del centro cittadino di Reggio Calabria, è degenerata in un grave episodio di violenza. I fatti risalgono allo scorso 7 aprile, quando in Piazza Garibaldi una lite tra giovani per futili motivi ha innescato un’escalation degenerata poco dopo nel quartiere Archi.
Lì, in una stradina isolata, i contendenti si sono affrontati brutalmente utilizzando un coltello e una chiave svitabulloni. Lo scontro si è concluso con diversi feriti, tra cui uno sfregiato in modo permanente al viso e colpito da profonde lesioni all’addome.

La ricostruzione
A seguito dell’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile e coordinata dalla Procura della Repubblica della Metrocity, la Polizia di Stato ha eseguito un’ordinanza di misura cautelare.
Il provvedimento dispone la custodia in carcere per un ventottenne reggino e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per altri tre giovani. Le accuse contestate a vario titolo ai quattro indagati sono di rissa aggravata e tentato omicidio in concorso.

Le garanzie difensive
L’indagine ha consentito di fare luce sui momenti più cruenti del raid, permettendo agli inquirenti di delinerare le singole responsabilità nella violenta spedizione.
Trattandosi di un procedimento ancora nella fase delle indagini preliminari, per tutti i soggetti coinvolti vige il principio della presunzione di innocenza fino all’eventuale emissione di una sentenza definitiva di condanna.































