Rinascimento calabrese: arte e gusto nel borgo di Aiello Calabro

in Attualitàprovincia di Cosenza
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Con una manifestazione andata in scena in Piazza Plebiscito ad Aiello Calabro, di fronte al monumentale Palazzo Cybo Malaspina, si è chiusa la stagione estiva della Compagnia Teatrale BA17. L’evento intitolato “Sulla gonna di Penelope” ha inaugurato ufficialmente il format sperimentale “Rinascimento calabrese”, un’iniziativa sostenuta dall’Arsac per valorizzare le microfiliere agroalimentari di eccellenza. L’allestimento ha proposto una fusione tra arte performativa ed enogastronomia, intrecciando i prodotti tipici della terra di Calabria con il mito e la cultura classica, sotto la sapiente direzione tecnica di Raffaele Guzzo.

Il teatro diffuso e la narrazione crossmediale

L’iniziativa rappresenta una tappa fondamentale del percorso di teatro diffuso itinerante ideato e diretto da Angelica Artemisia Pedatella, che ha già toccato altre località calabresi come Guardia Piemontese e Tropea. Come spiegato dalla stessa direttrice artistica, l’obiettivo del progetto è promuovere il patrimonio immateriale e materiale della regione attraverso uno storytelling innovativo e crossmediale in grado di instaurare un dialogo diretto con le comunità locali, superando la visione del teatro come semplice intrattenimento per restituirgli una funzione pubblica.Una scenografia immersiva tra mito e gusto

Elemento centrale dell’allestimento è stata la monumentale “Gonna di Penelope”, una struttura scenica mobile di ben 100 metri quadrati ideata per ospitare gli attori e accogliere il pubblico tra gli stand enogastronomici dedicati a pane, olio, vino e miele. La scenografa e direttrice organizzativa Silvana Esposito ne ha curato la realizzazione tecnica per adattarla a diversi contesti. Lungo il percorso si sono succedute le esibizioni di Natascja Marrano nei panni della dea Cerere, l’intervento dell’attore-archeologo Gianluca Sapio dedicato alla storia del vino e le performance conclusive interpretate da Angelica Artemisia Pedatella, Massimo Rotundo, Paolo Principe e dalla danzatrice Giada Guzzo, prima della proiezione in video mapping che ha chiuso la serata.

 

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