Dagli Oasis al ‘salotto’ di Mengoni: sui social si riaccende il dibattito sul caro-biglietti

00:00 00:00

(Adnkronos) – Dai biglietti d’oro per l’attesissimo ritorno in Italia degli Oasis al live stellato per pochi eletti: si riapre il dibattito sui prezzi dei biglietti dei concerti. A riaccendere la polemica sui social è stato l’annuncio del nuovo progetto di Marco Mengoni. Dal 5 novembre al 19 dicembre, Mengoni vestirà i panni del direttore artistico (e creativo) di un nuovo spazio a Milano, ribattezzato ‘Allo Sbagliato’. Un format che sulla carta si presenta come un’esperienza esclusiva: una residency per soli 500 spettatori a sera, niente scaletta fissa, l’assenza voluta dei suoi singoli più famosi e un cartellone che prevede l’incursione di artisti e comici scelti direttamente da lui. Ad aggiungere un ulteriore velo di intimità, la regola ferrea del no-phone: i telefoni andranno rigorosamente riposti in un’apposita bustina sigillata all’ingresso. 

E fin qui, tutto bene. A far storcere il naso a molti il listino prezzi: i biglietti variano dai 115 ai 230 euro (passando per la fascia intermedia di 172 euro). Mengoni ha paragonando l’evento a un’esperienza di lusso: “La vedo come una cena fuori che fai una volta all’anno: un momento speciale, da vivere senza pensare a postare video”, ha dichiarato, aggiungendo che i prezzi sono dovuti anche “alle tante persone che lavorano dietro” le quinte. 

Immediata la reazione dei social, dove l’hashtag #Mengoni è subito finito in tendenza. “Dal paragone con la cena stellata al giustificare i prezzi folli con le spese per il team. Non si tratta di pubblico intimo, ma elitario”, fa notare un fan deluso. Un altro rincara la dose con amara ironia: “Nel 2009 i biglietti costavano 34 euro e mangiavano lo stesso tutte le famiglie. Stiamo normalizzando pagare 200 euro per Mengoni. Spoiler: quei 200 euro a noi servono per pagare le tasse, non per andare dallo stellato che forse puoi permettertelo tu”. 

E ancora: “Così gli fanno dire che ‘sti prezzi folli son dovuti ‘alle tante persone che lavorano dietro’. Ma prima non li pagavano? E i lavoratori che stanno davanti, ossia i fan, invece non contano?”. Il ‘caso Mengoni’, al netto delle polemiche sul singolo artista, solleva un interrogativo che l’industria musicale non può più ignorare: la musica dal vivo sta diventando un bene di lusso riservato a pochi eletti? (di Loredana Errico) 

—

spettacoli

[email protected] (Web Info)

TAGGED:
CN24TV
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.