Occhiuto e la ricetta calabrese per il centrodestra: Forza Italia è la vera casa riformista

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In un’intervista con L’Espresso, a firma di Emilio Carelli, il presidente della Calabria, Roberto Occhiuto, sostiene come le scelte audaci adottate nel proprio territorio possano diventare una linea guida nazionale per rinnovare l’azione di governo e intercettare le esigenze delle nuove generazioni.

Il modello Calabria

Il governatore, ripercorrendo anche quanto contenuto nel suo libro “Il coraggio di governare“ – rivendica infatti decisioni che ritiene coraggiose prese nella sua regione, come la controversa assunzione dei medici cubani o il ricorso alla Corte Costituzionale per aprire il mercato del trasporto pubblico non di linea a Uber X.

“Ho fatto molte cose in Calabria che sono state giudicate impopolari … ed le ho fatte con coraggio”, dichiara. Occhiuto ricorda le proprie origini umili come figlio di un fruttivendolo, vedendo nel suo percorso la prova che un Paese liberale deve garantire l’ascensore sociale a chiunque, abbattendo le corporazioni che frenano le opportunità.

Le tasse ei giovani

Per la prossima legge di bilancio, il vice di Forza Italia propone di azzerare la pressione fiscale sulle giovani generazioni per contrastare la fuga di talenti all’estero o verso altre aree.

“Io propongo di togliere l’Irpef, cioè le tasse, per tutti i giovani fino a 35 anni. Perché molti giovani oggi scappano non più solo dalla Calabria o dalla Sicilia, ma anche dalla Lombardia e dal Veneto per andare dove vengono meglio remunerati. Tratteniamoli, incidendo sulla leva fiscale”.

Qualora le risorse economiche risultassero limitate, suggerisce quindi di fissare la soglia della no tax area almeno fino ai 30 anni.

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Dai diritti alle alleanze

Sul fronte dei diritti civili, Occhiuto invita la propria coalizione a superare i tabù per non apparire distante dai ragazzi. “Si tratta semplicemente di parlare dei diritti civili senza timidezza. Il centrodestra farebbe bene ad accorgersene, perché altrimenti i giovani ci percepiranno come una coalizione che parla loro come se fossimo i loro nonni”.

Riguardo ai quadri politici, poi, esclude qualunque intesa con Roberto Vannacci: “non c’entra nulla con noi. Rappresenta la destra populista che non indica soluzioni”, aggiungendo di guardare piuttosto a figure come Carlo Calenda o Luigi Marattin per rafforzare l’anima riformista.

> Giorgia Meloni

La fine della legislatura

Nel merito delle prossime elezioni politiche, invece, il vicesegretario Azzurro esprime contrarietà a un voto anticipato in primavera, auspicando che l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni completi il mandato quinquennale.

“Io sarei contento che il governo arrivasse a fine legislatura perché in un anno si può fare ancora molto per avere quelle bandiere che ci servono in campagna elettorale” afferma.

Tra le misure auspicate indica anche l’abolizione del bollo per le prime auto, oltre a rimarcare la necessità che il partito recuperi la carica innovatrice e l’attrazione verso il ceto produttivo che caratterizzarono la fase fondativa creata da Silvio Berlusconi.

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