2009: I risultati ottenuti della Gdf della provincia reggina
I risultati ottenuti dai reparti della Guardia di Finanza della provincia di Reggio Calabria nell’anno 2009 fino alla data odierna.
Le prioritarie linee d’azione sviluppate nel 2009 sono state:
o la lotta all’evasione;
o la lotta alla criminalità economica;
o il concorso alla sicurezza pubblica anche mediante il contrasto ai traffici illeciti.
La lotta all’evasione è il primo obiettivo strategico per la Guardia di Finanza. Nel 2009, abbiamo effettuato 350 verifiche e 1.350 controlli confermando il livello già alto della presenza ispettiva raggiunto nel 2008.
Quest’ultima, infatti, ha riguardato, tra verifiche sostanziali, controlli e controlli strumentali, oltre 9.500 contribuenti che rappresentano il 22% rispetto al totale (43.972) delle imprese presenti nella provincia.
I risultati sono in assoluto i migliori mai ottenuti, in significativa crescita rispetto al 2008 raggiungendo i 197 milioni di euro di basi imponibili recuperate a tassazione ( + 20%) e 46 milioni di euro di IVA dovuta e non versata ( + 70%), cui si aggiungono oltre 130 milioni di base imponibile IRAP.
Anche nel 2009, sulla base delle direttive ricevute, abbiamo dato priorità al contrasto dei fenomeni di frode più gravi, ossia l’economia sommersa, gli illeciti a rilevanza penale e lo sfruttamento del lavoro nero o irregolare.
In particolare, si può osservare come nella provincia, il peso dell’economia sommersa continui ad essere rilevante: gli evasori totali scoperti nel 2009 sono stati ben 138 (le categorie economiche maggiormente colpite sono risultate essere: autotrasporti, costruzioni edili, allevamento di bestiame, autoriparazioni).
Al riguardo, risulta evidente il salto qualitativo nella ricerca mirata del sommerso d’azienda poiché i risultati in materia di basi imponibili scoperte in tale campo sono cresciuti del 97% rispetto al 2008 con, a parità di soggetti individuati, circa 148 milioni di euro contro i 75 del 2008.
Sul punto va, anche, sottolineato, come la ricerca del “sommerso d’azienda” si basi sul controllo economico del territorio, funzione che quest’anno è stata rafforzata con l’immissione in linea del nuovo applicativo informatico C.E.T.E. (Controllo Economico del Territorio), con l’ausilio del quale nel 2009 sono stati effettuati 240 rilevamenti sugli indici di capacità contributiva, ossia sul possesso di beni di lusso e di ricchezza visibili da parte di contribuenti, che dichiarano al fisco molto meno delle spese sostenute per mantenere un elevato tenore di vita.
Sulla stessa linea positiva si pongono i reati fiscali con complessive 133 violazioni accertate, per un numero di soggetti segnalati all’A.G. competente pari a 108 (+67% sul 2008).
Nel contrasto al lavoro sommerso, sono stati scoperti 45 datori di lavoro che hanno impiegato 460 dipendenti in nero o irregolari.
Tutto ciò in un contesto generale di crisi economica che vede il P.I.L. nazionale in discesa di circa il 5% e che, in ambito regionale, secondo la Banca d’Italia, lascerebbe prevedere per il 2009 un livello di redditività delle imprese in continua diminuzione.
In particolare, nel settore manifatturiero il 22% delle aziende chiuderebbe l’esercizio in perdita (il 14% nel 2008), mentre nel comparto dei servizi tale valore si attesterebbe al 21% contro il 7% del 2008.
Ugualmente in calo il numero degli occupati nel 1° semestre del 2009 (-1,2% pari a circa 7000 unità in meno).
Da qui l’importanza di una strategia ferma e determinata di lotta all’evasione, in considerazione del fatto che in un periodo di crisi i danni provocati da chi evade sono ancora più gravi ed ingiusti, non soltanto perché sottrae risorse al bilancio pubblico, ma anche perché distorce il mercato provocando concorrenza sleale.
Il piano di contrasto alle frodi di aiuti comunitari e nazionali a favore delle imprese, nonchè, più in generale, alle truffe nell’utilizzo di risorse pubbliche ha portato, finora, all’accertamento di illecite captazioni di contributi erogati nell’ambito di politiche strutturali dell’U.E. e quote di finanziamento a carico del bilancio nazionale per quasi 10 milioni di euro.
La lotta agli sprechi ed alle inefficienze della Pubblica Amministrazione ha consentito, invece di segnalare alla Procura Regionale della Corte dei Conti ben 42 milioni di euro di danni erariali ( + 16% sul 2008).
Con riferimento specifico all’attività volta a privare le organizzazioni criminali della loro ricchezza sono state eseguite investigazioni economiche, patrimoniali e finanziarie nei confronti di 334 soggetti con un incremento notevolissimo sul 2008 (oltre il 1.600%).
In concreto sono stati eseguiti sequestri riconducibili sia a misure di prevenzione che ad attività di polizia giudiziaria per circa 265 milioni di euro con una crescita sul 2008 del 538%.
Questo a testimonianza dell’impegno profuso da tutti i reparti dipendenti in tale delicato settore.
Il trend fortemente positivo dei sequestri antimafia, che quest’anno hanno fatto registrare il miglior risultato mai raggiunto dai reparti reggini, va ascritto, principalmente, alle operazioni denominate “Cafe de Paris” e “Geremia”, nonché alla valorizzazione in termini di indagini patrimoniali dell’attività antidroga denominata “Perpignan”.
Nel settore del mercato dei capitali, le investigazioni svolte hanno consentito di sottoporre a sequestro titoli per un valore di circa 595 milioni di euro, con un notevolissimo avanzamento sull’anno precedente.
Nello specifico, poi, l’attività di approfondimento delle segnalazioni di operazioni sospette ha comportato l’innesco di 94 indagini preventive, mentre sul fronte delle ispezioni antiriciclaggio, sono stati eseguiti 6 interventi nei confronti di operatori “money transfer”, al fine di individuare eventuali finalità illecite nell’esercizio delle citate attività finanziarie.
Nel settore della tutela del mercato dei beni e servizi, all’esito dei 74 interventi effettuati i reparti hanno sequestrato circa 2 milioni di prodotti contraffatti o pericolosi per la sicurezza dei consumatori, oltre a 1,2 ton. di tabacchi lavorati esteri anch’essi contraffatti ottenendo risultati paragonabili a quelli già raggiunti nelle decorse annualità.
Ciò nonostante il netto calo dei transiti presso il porto di Gioia Tauro, le migliore stime per il 2009 indicano, infatti, una diminuzione dei traffici stimabile intorno al 15%.
Gli accessori per l’abbigliamento e per la moda, nonché l’elettronica sono risultati i settori in cui la contraffazione e la falsa indicazione “made in Italy” risultano maggiormente diffuse, come dimostrano i circa 1,7 mln. di pezzi sequestrati (pari al 84% del totale).
Nel comparto del contrasto ai traffici illeciti assumono, poi, rilievo i settori della lotta al contrabbando ed ai traffici di sostanze stupefacenti, nonché la vigilanza sul corretto esercizio dei giochi amministrati.
In particolare, nell’anno sono stati effettuati sequestri di T.L.E. di contrabbando per 50 tonnellate di sigarette, il doppio rispetto alle 25 tonnellate del 2008, ciò a dimostrare, attesa la tipologia dei sequestri, da un lato la posizione di “transito”, in relazione a tali traffici illeciti, assunta dal nostro Paese, dall’altro come il fenomeno del contrabbando di tabacchi non sembri conoscere battute d’arresto.
Il traffico di droga costituisce la maggiore fonte di profitto della ‘ndrangheta, andando ad alimentare l’industria del crimine interna ed internazionale.
L’attività dei reparti dipendenti, sviluppata:
o attraverso il controllo dei movimenti di merci e passeggeri ai confini terrestri ed aeroportuali;
o sul piano investigativo, mediante le indagini di polizia giudiziaria;
ha portato al raggiungimento, nel 2009 di risultati del tutto eccezionali, con sequestri di sostanze stupefacenti per oltre 350 kg, il picco più alto dei consuntivi degli ultimi 10 anni.
Nel comparto dei giochi, nel corso di 155 interventi sono stati sequestrati 166 apparecchi da divertimento non collegati con il server dell’AAMS.
Infine, l’attività sviluppata nel contrasto all’immigrazione clandestina ha portato all’individuazione nell’ambito di 3 sbarchi, di 178 persone, all’arresto di 2 scafisti, ed al sequestro di 2 mezzi navali e terrestri.
In questo ambito va sottolineato che nel 2009 si è registrata una sensibile riduzione di clandestini individuati sui versanti reggini della costa calabrese (178 immigrati contro i 275 di tutto il 2008).
Il contesto, invero, è molto cambiato dopo l’entrata in vigore del Protocollo di Cooperazione bilaterale stipulato dal Ministro dell’Interno con il Governo libico.
Va ricordato come, nell’ambito di tale Cooperazione, proprio la Guardia di Finanza abbia ceduto alla Libia 3 guardacoste.
Nel periodo in riferimento, da ultimo, sono 700 i soggetti denunciati, per vari e gravi tipologie di reato, mentre 23 sono le persone tratte in arresto in esecuzione di provvedimenti restrittivi ed in flagranza di reato.
Sono stati, inoltre, effettuati sequestri preventivi di beni immobili per un valore di oltre 37 milioni di euro.































