Bonifica Crotone. Eni “obbligata” a scaricare a Sovreco. Voce e Ferrari: “schiaffo al territorio”
Il Commissario per gli interventi di bonifica nel Sin di Crotone-Cassano-Cerchiara, Emilio Errigo, nell’esercizio dei poteri straordinari, ha emesso una ordinanza con la quale ha imposto all’Eni l’immediato avvio dei lavori di bonifica relativi al POB 2 stralcio, di cui al decreto direttoriale dello scorso 1 agosto, ordinando inoltre il conferimento dei rifiuti prodotti presso la Sovreco, discarica privata i proprietà dei fratelli Gianni e Raffaele Vrenna.
L’ordinanza ordina anche alla stessa Sovreco, così come ad un’altra società dei Vrenna, la Salvaguardia Ambientale, di adempiere agli accordi intrapresi con Eni e comunque di ricevere i rifiuti prodotti appunto dalle attività di bonifica.
Viene fatta salva l’ipotesi di rinvenimento di altre discariche al di fuori della Calabria e viene imposto alla Regione il riavvio entro 10 giorni del procedimento di modifica del Paur.
Lo rendono noto il Sindaco di Crotone, Vincenzo Voce, ed il Presidente della Provincia pitagorica, Sergio Ferrari, dicendosi stupiti da questa decisione del commissario.
Lo stupore di Comune e Provincia
“Lo stupore che proviamo - sbottano i due massimi rappresentati cittadini - discende anzitutto dal curioso atteggiamento del commissario che verosimilmente solo oggi – dopo l’eco delle dichiarazioni rese in commissione parlamentare dal direttore generale delle bonifiche presso il Mase e dopo aver sostenuto l’atteggiamento immobilista degli enti – scopre di essere dotato di poteri straordinari che gli consentirebbero di derogare a leggi e provvedimenti”.
“Non si comprende altrimenti - proseguono - per quale motivo abbia atteso più di un anno e mezzo dal proprio insediamento per addivenire ad un provvedimento che avrebbe a quel punto potuto emettere immediatamente laddove fosse stato convinto delle proprie ragioni”.
Stop a rapporto istituzionale
Secondo Voce e Ferrari, la verità sarebbe che questo provvedimento straordinario “il quale contraddice la volontà di addivenire ad una soluzione condivisa come pure testimoniato negli tavoli tecnici tenutisi negli ultimi giorni e contravvenendo all’avvio delle pratiche per le notifiche relative al traporto transfrontaliero dei rifiuti pericolosi” sarebbe un vero e proprio schiaffo istituzionale alle ragioni fatte valere dagli enti territoriali durante le conferenze di servizi e nei ricorsi pendenti al Tar della Calabria, promossi dalla Regione Calabria, dalla Provincia e dal Comune di Crotone.
“Non possiamo pertanto far altro che dar seguito alle condotte sinora tenute, preannunciando sin d’ora – ferma ogni ulteriore valutazione ad una più attenta lettura del provvedimento – la sospensione di ogni tavolo tecnico, di ogni rapporto istituzionale con l’autorità commissariale e la proposizione di un nuovo ricorso al TAR avverso tale ennesimo strappo al territorio”, concludono Voce e Ferrari.
Per Errigo un atto necessario
Il commissario Errigo, dal canto suo, difende la propria scelta maturata a suo dire “dopo circa 18 mesi di approfondite analisi, verifiche tecniche e confronti interistituzionali”.
L’ordinanza è stata preceduta da ricognizione dei presupposti giuridici e degli elementi di fatto e di diritto, richiamando i principi del diritto ambientale internazionale, europeo e nazionale ed impone a Eni e alle due aziende interessate “l’assunzione di ogni responsabilità e conseguenti oneri per l’esecuzione di ogni previsto adempimento per la bonifica delle aree contaminate”.
Il Commissario ribadisce che il provvedimento sia frutto di un lungo lavoro di analisi, studio e confronto tra amministrazioni pubbliche ad ogni livello e che l’ordinanza sia “il risultato di un’attenta attività istituzionale, condotta in un contesto caratterizzato da forti divergenze interpretative tra tutti gli attori coinvolti nella gestione della bonifica”.
Le resistenze ed i ritardi
Nei mesi scorsi Errigo sostiene infatti di aver operato per superare le resistenze e i ritardi “che hanno finora impedito di avviare in modo concreto, fattivo ed efficace le previste operazioni di bonifica i cui soggetti attuatori sono Eni Rewind S.p.A. e Edison S.p.A.” e che quindi l’ordinanza si sia resa necessaria “per sbloccare una situazione di stallo tecnico-operativo che non ha consentito fino a oggi di dare seguito agli obblighi di bonifica con la dovuta tempestività”.
Il territorio crotonese è stato ed è esposto a un grave rischio ambientale e sanitario in danno della salute pubblica dei cittadini e altri rischi e pericoli ambientali.
“In forza di questa ordinanza – spiega ancora il commissario - i soggetti obbligati devono ora procedere senza ulteriori ritardi all’attuazione di tutte le misure necessarie alla bonifica, alla messa in sicurezza e al risanamento ambientale delle aree inquinate”.