La vicenda del Dog Center di Sant’Ilario dello Ionio, nel reggino, ha vissuto ieri una svolta quando a soli tre giorni dall’udienza cruciale davanti alla Corte di Cassazione, la cronaca si tinge di tinte fosche per le centinaia di animali coinvolti in questa complessa battaglia legale.
Animali gestiti in modo “disumano”, scatta il sequestro per canile “lager”

Il ritorno nella struttura
Nella giornata di ieri, in esecuzione del provvedimento di dissequestro ottenuto dopo l’assoluzione in secondo grado, l’ex gestore è rientrato fisicamente in possesso della struttura.
Il passaggio, formale, ha un impatto immediato e concreto: l’associazione di volontari che per sei anni ha garantito l’assistenza ai cani, trasformando quello che era stato definito un “lager” in un luogo dignitoso, non ha più l’autorizzazione ad accedere ai locali.
I cancelli si sono chiusi alle spalle dei soccorritori, lasciando oltre 400 animali senza quel controllo esterno che a detta de degli stessi volontari ne aveva garantito la sopravvivenza.
Un passato di sofferenza
Per sei anni il canile è stato al centro di denunce per sovraffollamento e gravi carenze igienico-sanitarie. Si parlava di carcasse in celle frigorifere guaste e animali segnati da piaghe profonde.
Sebbene il Tribunale di Locri avesse inizialmente condannato il gestore a 5 anni e 4 mesi, la Corte d’Appello ha ribaltato la sentenza, attribuendo le criticità a difficoltà economiche legate ai mancati pagamenti degli enti locali.
Una tesi che ha riaperto le porte della struttura al precedente proprietario, nonostante le ombre del passato.
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L’attesa della verità
La tensione è ora tutta rivolta a giovedì prossimo, 16 aprile, data dell’udienza in Cassazione. I riflettori della politica si sono accesi grazie all’interrogazione parlamentare presentata dai deputati Caramiello e Ferrara, che hanno investito della questione il Ministero della Salute.
Si chiede con urgenza che l’Asl veterinaria verifichi la presenza di un direttore sanitario e che le autorità non voltino le spalle. In questo lembo di Calabria, il destino di centinaia di creature silenziose è appeso a un filo sottile, mentre il tempo scorre inesorabile verso il giudizio definitivo.































