È partita con numeri importanti la prima giornata del Career Day 2026, organizzato da Unindustria Calabria al Polo Fieristico “Giovanni Colosimo” di Catanzaro. Nel corso della mattinata e dei panel istituzionali si sono registrati circa tremila visitatori, di cui tantissimi studenti arrivati da tutta la regione, oltre 1.100 registrazioni ai colloqui one to one, 135 tra aziende, università, ITS e altri enti di formazione, tre panel di approfondimento e un workshop dedicato ai ragazzi.
Per il presidente Aldo Ferrara, l’evento è «un ponte diretto tra imprese e giovani calabresi. Questa manifestazione dimostra che l’impresa c’è, è sana e pronta ad accogliere i giovani, ma serve a evidenziare anche il mismatch tra competenze richieste e competenze disponibili, per allineare meglio università, ITS e scuole ai fabbisogni reali del mercato».
Anche il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, ha sottolineato il valore civico dell’iniziativa: «Un gesto di grande responsabilità da parte degli imprenditori. Le oltre mille richieste di colloqui mostrano che un’altra Calabria è possibile, capace di produrre lavoro e di dare ai giovani ragioni per restare». Il sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, Wanda Ferro, ha richiamato lo studio Istituto Tagliacarne, che conferma la crescita dell’occupazione nella regione rispetto ad altre aree italiane.
Lo studio evidenzia, però, anche forti divari: nel 2024 il valore aggiunto regionale è superiore a 36 miliardi di euro, in crescita del 3,1%, ma il pro-capite resta al 59,5% della media nazionale. Il tasso di occupazione è salito al 46,4% (oltre 560 mila occupati nel 2025), ma permangono criticità come il 30,6% di mancata partecipazione al lavoro e il 58,2% di disoccupazione giovanile, oltre alla difficoltà di reperimento dei profili professionali richiesti.
Per il vicepresidente nazionale Confindustria Natale Mazzuca, il Career Day è la prova che il Sud non è un deserto industriale: «Lì si gioca la trasformazione dell’offerta di lavoro in occupazione vera, abbattendo il mismatch tra formazione e mondo del lavoro».
L’evento prosegue sabato 9 maggio con i colloqui one to one, i panel su sinergie tra università e imprese e sul protagonismo dei giovani che fanno impresa.































