Il Fini Dance Festival ha concluso la sua edizione 2025 con un grande evento a New York, al prestigioso Alvin Ailey Citigroup Theater. Ideato da Antonio Fini, ballerino e coreografo originario della costa ionica calabrese, il festival ha creato un ponte unico tra la Calabria e la Grande Mela, dando un’opportunità a nuovi talenti della danza. Dopo il successo a Villapiana Lido, la manifestazione si è spostata a Manhattan con i vincitori delle borse di studio, che hanno avuto la possibilità di esibirsi e prendere parte a lezioni.
Un tributo alle stelle della danza
La serata, presentata da Tabata Caldironi e Ornella Fado, ha visto la partecipazione di nomi di spicco della danza internazionale. Joe Lanteri, direttore esecutivo di Steps on Broadway e di origini calabresi, ha ricevuto il Fini Dance Lifetime Achievement Award. È stato inoltre reso omaggio a PeiJu Chien-Pott, prima ballerina della Martha Graham Dance Company, che ha ricevuto il Fini Dance Extraordinary Dancer Award dopo aver eseguito Ekstasis, leggendario assolo del 1933 coreografato da Martha Graham.
Tra gli ospiti internazionali figuravano anche Jilian Pizzi, prima ballerina dello Staten Island Ballet con nonni originari di Roccella Jonica, che si è esibita sulle note di New York, New York di Frank Sinatra e ha ricevuto il Fini Dance Rising Star Awards, e Antonio Leone, ballerino della Martha Graham Dance Company con il suo assolo di Giasone.
Danzare per la pace e la propria terra
La Calabria era presente con la compagnia Sismo di Lamezia Terme, con le coreografe Valentina e Benedetta Morello, che ha presentato un pezzo ispirato a “La Guerra di Piero” di Fabrizio De André, un invito a riflettere sull’inutilità dei conflitti. Le ballerine hanno sottolineato che “le parole di De Andrè, oggi più che mai, sono preziose perché raccontano la storia di un soldato ucciso per la sua compassione e per il rifiuto di sparare”.
Anche altri artisti calabresi hanno calcato il palco. Maria Pia Tucci, di Villapiana Lido, ha danzato con Antonio Fini la coreografia “Memorie di Tirana”, affermando: “In qualche modo, attraverso la performance coreografata da Antonio Fini, ho voluto portare sul paco del teatro anche la mia Calabria, la mia costa affacciata sullo Jonio. I movimenti, i passi sono stati dedicati alla mia terra“.
Nuovi talenti e prospettive
La serata ha segnato anche il debutto a New York di Serena Ludovico da Lamezia Terme, con la coreografia di Andrea Kokeri, “Festa di Tirana”. La ballerina ha detto: “danzare su queste note mi fa sentire una persona privilegiata, non solo per essere qui a New York, ma per celebrare anche le origini Arbresh del maestro Fini“. Si è esibita anche la giovane ballerina Silvia Tenuta di Montalto Uffugo, che ha descritto l’esperienza come “indimenticabile”, resa possibile anche grazie al sostegno del sindaco Biagio Faragalli.
L’evento ha visto anche la partecipazione di Gianni Santucci, coreografo internazionale che ha curato le coreografie della serie Netflix Il Gattopardo, che ha presentato un valzer ispirato alla serie. Il Fini Dance Festival si conferma così non solo un trampolino di lancio per i giovani talenti, ma anche un palcoscenico per la cultura e le tradizioni calabresi nel mondo.































