Dirigente comunale preso a bastonate: intimidito per evitare sanzioni. Due arresti

in Cronacaprovincia di Vibo Valentia
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Si sarebbe fatta luce sui gravi episodi di violenza e intimidazione compiuti nei confronti di un Dirigente dell’ufficio urbanistica al Comune di Vibo Valentia, Andrea Nocita (di 45anni). Gli investigatori della Squadra Mobile della Questura locale hanno eseguito infatti due arresti, decisi dal Gip su richiesta Procura, a carico altrettante persone: una finita in carcere e l’altra ai domiciliari col braccialetto elettronico. Entrambi del capoluogo napitino, sono gravemente indiziati in concorso di lesioni personali aggravate, tentata estorsione e violenza a Corpo Amministrativo. A uno di loro viene anche contestato il danneggiamento seguito da incendio.

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La ricostruzione dei fatti

Le indagini sono scattate a seguito dell’aggressione subita da Nocita il 29 aprile scorso nei pressi della stazione ferroviaria di Vibo Pizzo.

In quell’occasione il dirigente pubblico era stato sorpreso alle spalle e colpito con un mezzo contundente, riportando lesioni giudicate guaribili in 15 giorni.

Pochi giorni dopo, nello stesso piazzale, l’automobile usata da Nocita, era stata data alle fiamme. Gli approfondimenti investigativi, condotti con intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali, fanno collegare la sequenza di atti intimidatori all’attività professionale svolta dalla vittima nel contrasto all’abusivismo edilizio.

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I retroscena dell’agguato

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le violenze avrebbero dovuto servire a condizionare il regolare corso dell’attività amministrativa ed evitare le sanzioni per un immobile non a norma.

A seguito di un controllo finalizzato alla demolizione o all’acquisizione al patrimonio comunale di un fabbricato abusivo in uso ad uno dei sospettati, quest’ultimo avrebbe espresso una netta opposizione.

Successivamente avrebbe rivolto a un tecnico comunale delle minacce esplicite dirette proprio al dirigente, dimostrando di conoscerne gli orari e le abitudini relative al parcheggio della vettura.

L’esecuzione della misura

Le indagini fanno ritenere che l’aggressione fisica sia stata eseguita materialmente dal secondo indagato, dietro la promessa di un compenso in denaro.

Per compiere l’agguato sarebbe stato impiegato un motoveicolo, poi ritrovato nella disponibilità del presunto mandante, la cui targa era stata alterata nei caratteri per ostacolarne l’identificazione.

Valutata la gravità dei comportamenti, il rischio di reiterazione dei reati e il pericolo di inquinamento delle prove, l’autorità giudiziaria ha quindi disposto le custodie cautelari. Un indagato è stato condotto presso la Casa Circondariale di Vibo Valentia, mentre l’altro è stato messo, appunto, ai domiciliari.

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