Sarà dedicato al tema “Femminicidio: dall’ossessione del controllo al dominio maschile e al crimine d’odio” il convegno in programma giovedì 7 maggio alle ore 15.30 nella biblioteca dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza. L’iniziativa è promossa dal Centro Antiviolenza “R. Lanzino” in collaborazione con l’Ordine degli Avvocati Brutio e si propone di approfondire la nuova fattispecie di reato introdotta dall’art. 577 bis del codice penale e le innovazioni previste dalla legge 181/2025.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali del Presidente del Tribunale di Cosenza, Loredana De Franco, del Procuratore della Repubblica Vincenzo Capomolla, dell’avvocato Claudio De Luca, Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, e dell’avvocata Maria Gagliardi, Presidente del Comitato Pari Opportunità.
A seguire gli interventi del già Procuratore della Repubblica Francesco Menditto, della penalista Marina Pasqua Cuchetti e del Sostituto Procuratore Donatella Donato. A coordinare l’incontro sarà la presidente del Centro Antiviolenza “R. Lanzino”, Roberta Attanasio.
Al centro del dibattito, il significato e l’impatto della nuova normativa che introduce nel codice penale il reato di femminicidio. “Per la prima volta il termine ‘donna’ entra nel diritto penale – evidenzia l’avvocata Marina Pasqua Cuchetti – riconoscendole un ruolo di soggetto autonomo e mettendo in discussione il tradizionale principio di neutralità dei reati. Le critiche sollevate meritano un’analisi approfondita, anche alla luce di una trasformazione culturale che legge il femminicidio come uccisione della donna in quanto tale, inserendolo in una prospettiva storica e sociale ben precisa”. Un passaggio, sottolinea, che richiama la trasversalità politica già registrata in passato con l’approvazione della legge sulla violenza sessuale.
Sull’importanza dell’iniziativa interviene anche Roberta Attanasio, che evidenzia come il convegno rappresenti “un tassello fondamentale nel contrasto a un fenomeno strutturale”. “La legge – afferma – deve garantire prima di tutto l’autodeterminazione delle donne. Il Centro Antiviolenza continua a essere un presidio sicuro per chi intraprende un percorso di uscita dalla violenza, ma è essenziale che tutti gli attori del sistema giustizia operino in modo coordinato, con strumenti adeguati per rendere effettive le tutele previste”.
L’incontro si inserisce in un percorso più ampio di sensibilizzazione e formazione, con l’obiettivo di rafforzare la risposta istituzionale e culturale contro la violenza di genere.




























