In una cornice caratterizzata da altissimi livelli di sicurezza, si sono svolte all’alba di oggi le operazioni per la tumulazione di Domenico Papalia, meglio noto come “don Micu”, storico elemento di vertice della ‘ndrangheta venuto a mancare lo scorso 26 agosto all’età di 91 anni. Il feretro stato accompagnato all’interno del cimitero comunale di Platìda circa centoventi persone tra parenti stretti e conoscenti, arrivati in Calabria anche dal Nord Italia e finanche dall’estero.

La scorta e i divieti
La salma è giunta in Calabria ieri, sabato 5 agosto, subito dopo la conclusione dell’esame autoptico disposto dal pubblico ministero della Procura di Milano, Alessandra Cerreti.
Una volta ottenuto il nulla osta da parte dei periti, il trasporto dal capoluogo lombardo fino al piccolo centro aspromontano è avvenuto sotto la costante scorta delle forze dell’ordine, senza compiere alcuna sosta durante il tragitto.

Il viaggio da Milano
Il viaggio si è svolto in rigida applicazione del provvedimento firmato dalla Questura di Reggio Calabria, che ha espressamente vietato lo svolgimento delle esequie in forma pubblica, stabilendo il passaggio diretto alla sepoltura privata.
Morto il “papa della ‘ndrangheta” al nord, per mezzo secolo dietro le sbarre




























