Il “pizzo” non chiude per ferie. Dopo l’incendio, divampa la rabbia. La protesta dei commercianti contro l’ennesimo atto intimidatorio
Dopo l’incendio divampa la rabbia. La città di Crotone non ci sta all’ennesimo tentativo della delinquenza organizzata di estorcere il “pizzo” a grandi e – come in questo ed altri casi – a piccole attività commerciali che giornalmente combattono contro la crisi economica, la disoccupazione dilagante e devono ora esser costretti anche a far fronte ad un nemico invisibile che prima distrugge e poi presenta il conto.
Dopo che due notti fa è stato date alle fiamme un altro negozio nel centro cittadino, il Vedibì, commercianti, cittadini ed istituzioni si sono dati appuntamento stamani per alzare la voce, per dire no! Per dare un segnale che la testa d’ora in poi non va più chinata.
Un mezzogiorno “di fuoco” che in questa vigilia del santo Natale stona proprio come un fulmine a ciel sereno. Ma che si è reso necessario per dare, almeno una volta, un segnale di compattezza che, finora, è spesso mancato o al massimo esternato con un puro sdegno di facciata.































