Indagine Panta Rei a Reggio Calabria, Legambiente: “Ci costituiremo parte civile”

in Attualitàprovincia di Reggio Calabria
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Anna Parretta, presidente di Legambiente Calabria, e Daniele Cartisano, presidente del circolo di Legambiente Reggio Calabria, annunciano che l’Associazione del Cigno Verde si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario che scaturirà dall’indagine Panta Rei, condotta dai NOE di Reggio Calabria, che mira a fare luce su gravi criticità nella gestione del sistema di depurazione e sugli sversamenti a mare.

“Da anni denunciamo la mala gestione dei depuratori, che continuano a riversare reflui non adeguatamente trattati in mare, compromettendo l’ambiente, la salute pubblica e l’economia dei territori costieri. Lo abbiamo fatto ripetutamente, anche e non solo nell’ambito delle campagne di Goletta Verde, segnalando ritardi, inefficienze e una grave mancanza di trasparenza nella gestione degli impianti” dichiarano Parretta e Cartisano.

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“Negli ultimi anni, i campionamenti effettuati in prossimità dei torrenti e dei canali in cui sfociano i depuratori hanno evidenziato valori costantemente oltre i limiti di legge, confermando come le criticità denunciate non siano episodiche ma strutturali. Una situazione che determina un inquinamento cronico delle acque, con gravi conseguenze sugli ecosistemi marini e costieri, sulla biodiversità e sulla salute dei cittadini” proseguono.

“Alla luce della recente indagine giudiziaria, riteniamo non più rinviabile un chiarimento pubblico sullo stato degli interventi annunciati e finanziati. Già lo scorso 19 agosto avevamo formalmente richiesto un incontro al commissario, senza ricevere alcun riscontro, per ottenere informazioni sullo stato di avanzamento dei lavori e sull’utilizzo delle risorse disponibili” proseguono. “L’11 agosto 2025 è stato pubblicato il bando di gara per il depuratore di Gallico, per un importo complessivo di 19 milioni, 851 mila e 983 euro, un investimento rilevante che avrebbe dovuto finalmente risolvere criticità storiche dell’impianto. Tuttavia, ad oggi, non è chiaro a che punto siano i lavori né quali siano i tempi reali di realizzazione”.

Che fine hanno fatto i fondi restanti? Oltre all’impianto di Gallico, infatti, risultavano risorse destinate agli altri depuratori della città di Reggio Calabria per un totale di 102 milioni, 996 mila e 694 euro. Dove sono finiti questi soldi e come sono stati impiegati – o non impiegati – fino ad oggi?” domandano in conclusione. “La costituzione di parte civile è un atto dovuto verso la città e verso l’ambiente, ma la trasparenza amministrativa sull’utilizzo dei fondi pubblici e sull’avanzamento dei lavori è un obbligo immediato, a cui le istituzioni preposte non possono più sottrarsi“.

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