Nella suggestiva cornice di Casa Berto a Capo Vaticano, nel territorio di Ricadi, nel vibonese, è andato in scena il momento conclusivo della trentatreesima edizione del Premio Letterario Giuseppe Berto. Il prestigioso riconoscimento, interamente dedicato alle opere prime della narrativa italiana, ha visto trionfare lo scrittore Gabriele Cavallini grazie al romanzo dal titolo Cuoio, pubblicato da Einaudi. L’annuncio ufficiale è giunto all’interno del verdeggiante giardino scelto a suo tempo dallo stimato autore come luogo prediletto di vita e di creazione letteraria. A condurre l’evento conclusivo dell’undicesima edizione della rassegna Estate a Casa Berto è stato il giornalista Giancarlo Loquenzi, nota voce della trasmissione Zapping su Rai Radio1.

La forza di una scrittura potente
A decretare il successo dell’opera è stata una giuria di grande spessore presieduta dallo scrittore Emanuele Trevi. La motivazione con cui è stato assegnato il primo posto sottolinea l’impatto viscerale della narrazione prodotta dall’autore emergenti.
I giudici hanno infatti spiegato che «Cuoio è un romanzo di odori, viscere, macerie e di un’ostinata violenza. Una violenza antica, irredimibile. Gabriele Cavallini scrive un romanzo la cui lingua scortica il lettore come le macchine che trattano la pelle. Ci conduce in quella fabbrica di dolore, tra i vitelli che gridano la loro angoscia, tra i resti di carne che appestano l’aria e l’anima, come in un racconto di Coetzee».

Un’eredità culturale viva
Nato nel 1988 per intuizione di Cesare De Michelis, il premio continua a sostenere le nuove voci della letteratura, confermando una vocazione portata avanti alla presenza della madrina Antonia Berto, figlia del grande scrittore.
La manifestazione ha fatto ritorno in territorio calabrese rispettando la storica alternanza con la veneta Mogliano Veneto, paese d’origine dell’autore.
Al vincitore è andato un riconoscimento economico di 5000 euro, mentre un premio complessivo di 2000 euro è stato distribuito tra i restanti finalisti Nikolaj Gory, Giulio Silvano, Beatrice Pera e Marina Zucchelli.
L’iniziativa, promossa dall’Associazione Culturale Giuseppe Berto, si conferma così una fondamentale rampa di lancio per i talenti della narrativa contemporanea.




























