Maestrale-Carthago: Cassazione rimanda al Tdr il caso di Roberta Bonavita

in Cronacaprovincia di Vibo Valentia
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La Prima Sezione Penale della Corte di cassazione, all’esito della Camera di Consiglio di ieri, giovedì 16 ottobre, ha accolto il ricorso presentato da Roberta Bonavita (difesa dall’avvocato Giovanni Vecchio del Foro di Vibo Valentia) disponendo per lei un nuovo giudizio innanzi al Tribunale del riesame di Catanzaro.

Il percorso giudiziario

La donna è attualmente detenuta nell’ambito dell’indagine Maestrale-Carthago: il provvedimento del Gip, emesso a suo carico nel 2023, è stato poi confermato nei giudizi cautelari, sebbene si fosse registrato un annullamento da parte della Suprema Corte relativamente alla prima decisione del Tdr.

Alla decisione odierna si è arrivati dopo che la sua difesa ha presentato un’istanza di revoca della misura cautelare al Tribunale di Vibo Valentia (innanzi al quale si sta celebrando il giudizio di primo grado) chiedendo una rivalutazione del quadro indiziario alla luce delle sopravvenute decisioni favorevoli per alcuni coimputati e dalle risultanze emerse in sede dibattimentale.

In particolare quelle che hanno interessato il fratello della donna, Giuseppe Armando Bonavita (difeso sempre dall’avvocato Vecchio) per il quale la Cassazione aveva escluso la gravità indiziaria per tutti i reati contestati anche alla sorella.

Dal rigetto alla Suprema Corte

Il Tribunale di Vibo ha, tuttavia, rigettato l’istanza difensiva ritenendo che “la decisione sopravvenuta favorevole a un coimputato non potesse costituire un fatto nuovo idoneo a scalfire il giudicato cautelare”.

Considerazioni simili sono state poi espresse dal Tribunale del riesame di Catanzaro che, giudicando sul successivo appello cautelare, ha reputato ostativa la presenza della precedente decisione sulla gravità indiziaria evidenziando, anche, l’inidoneità degli elementi nuovi a scalfire il precedente giudizio.

Nell’interesse di Roberta Bonavita è stato, però, fatto ricorso per Cassazione (con gli avvocati Giovanni Vecchio e Bruno Vallelunga) censurando, sotto un duplice profilo di legittimità, le conclusioni a cui erano arrivati i giudici territoriali. Rilievi che sono stati valutati positivamente da parte dei giudici della Suprema Corte, che hanno annullato l’ordinanza emessa dal Tribunale del riesame di Catanzaro.

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