Operai ex Sasol: “lo Stato rivolga su di noi l’attenzione”

in Attualitàprovincia di Crotone
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Operai ex Sasol: “lo Stato rivolga su di noi l’attenzione”

“Centinaia di famiglie rischiano di restare senza alcun sostentamento. Chiediamo che su di noi si alzi l’attenzione che meritiamo, altrimenti saremo preda dell’antistato”. E’ quanto scrivono in una lettera aperta i lavoratori dello stabilimento chimico ‘Kroton Gres 2000 Industrie Ceramiche’ ex Sasol Italy, che da alcune settimane stanno attuando una dura forma di protesta per la crisi in cui versa l’azienda. I cento dipendenti della fabbrica, infatti, dallo scorso 17 febbraio occupano l’edificio dell’ex Sasol dopo che alcuni di loro erano anche rimasti per un paio di giorni sui tetti. I primi sintomi della crisi si sono manifestati la scorsa estate allorquando lo stabilimento, che produce zeoliti e allumina precipitata è stato ceduto dalla multinazionale sudafricana ‘Sasol’ alla società ‘Kroton Gres 2000 srl’ di proprietà dell’imprenditore emiliano Roberto Spaggiari. Nella loro lettera i lavoratori spiegano che “lo stato di disagio nasce dal fatto che l’imprenditore Roberto Spaggiari non dimostra nessuna volontà di sostenere e rilanciare l’attività industriale dello stabilimento di Crotone; i debiti nei confronti dei fornitori si accumulano inesorabilmente; le attività produttive sono al momento stagnanti non per avverse congiunture di mercato ma per il mancato approvvigionamento delle materie prime causato dal fatto che Spaggiari non dispone di liquidità o crediti tali da poter garantire programmare un corretto prosieguo del business. La mancanza di investimenti fa sì che gli impianti non ricevano più da tempo una adeguata manutenzione, il tutto anche a discapito della sicurezza dei lavoratori. Le ditte dell’indotto soffrono, di riflesso, dello stesso problema. Il risultato è che più di 100 famiglie sono al momento condannate ad un futuro incerto. L’aggravante e’ il fatto che il territorio di Crotone è già povero e non offre una valida alternativa occupazionale”. Per i dipendenti della fabbrica chimica, inoltre, “i dirigenti Sasol non si sono preoccupati di reperire informazioni o di accertarsi della serietà e dell’integrità morale di questa persona che oggi sta portando alla rovina numerose famiglie. La vendita è stata inoltre effettuata in tutta fretta e l’impressione è che Sasol si sia voluta liberare di un ‘peso morto’ senza scrupoli e senza preoccupazioni per il destino dei lavoratori”. E’ per queste ragioni, dunque, che i dipendenti ex Sasol chiedono “che su di noi si alzi l’attenzione che meritiamo, come il resto degli italiani siamo cittadini di questo Paese, eppure sembra che tutti si girino indifferenti a guardare altrove. Di noi si parla soltanto quando la ‘ndrangheta consuma i suoi sporchi affari ed i suoi crimini per strada. Ma del nostro futuro nessuno si occupa. Quella della ex Sasol è soltanto uno dei tanti problemi occupazionali e produttivi che stanno consumandosi in queste settimane. Ma le vertenze sono in aumento. Oltre 1000 famiglie rischiano di restare senza alcun sostentamento. Noi qui – concludono – siamo e saremo preda dell’antistato ad ogni giorno che passerà senza che lo Stato rivolga su di noi l’attenzione di cui abbiamo pieno diritto”.

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