Il processo con rito abbreviato nato dall’operazione Grecale, una inchiesta che agli inizi del 2025 scatenò una vera e propria bufera sull’Università Magna Graecia di Catanzaro, ha emesso la sua sentenza, chiudendo temporaneamente una vicenda fatta di sospetti, accuse gravi e zone d’ombra. Al centro del mirino, la gestione degli stabulari, i laboratori destinati alla custodia e alla sperimentazione su cavie vive, un ambito delicato dove l’etica e la legalità si intrecciano indissolubilmente.

Laboratori ok grazie agli “amici”, undici arresti e ventuno indagati all’Asp e Umg
Le decisioni del Gup
Le indagini avevano portato alla luce delle presunte irregolarità gestionali che avevano fatto tremare non solo l’ateneo catanzarese, ma l’intero sistema della ricerca accademica nella regione.
Il gup di Catanzaro, Gilda Danila Romano, ha pronunciato oggi una sentenza che ha sancito, per ora, delle responsabilità pesanti, a partire da quella di Giuseppe Caparello, all’epoca direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asp veterinaria di Catanzaro.
Caparello è stato condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione per vari reati, anche se il giudice ha escluso nei suoi confronti l’accusa più grave, quella di associazione per delinquere, che avrebbe potuto peggiorare ulteriormente la sua posizione.
Anche la figlia, Maria Caparello, è stata condannata a 4 anni; la sua accusa riguardava una presunta ammissione illecita alla scuola di specializzazione in Farmacologia e Tossicologia clinica, che secondo gli inquirenti sarebbe stata favorita da un accordo corruttivo tra il padre e l’allora rettore.
Nove mesi e dieci giorni sono stati inflitti poi a Emilio Russo, sperimentatore e supervisore. Da registrare anche il patteggiamento di Antonio Leo, anch’egli sperimentatore, che ha concordato una pena di un anno, undici mesi e dieci giorni, ammettendo così, in sostanza, le proprie responsabilità.
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Il capitolo delle assoluzioni
Se da un lato la sentenza confermerebbe delle gravi responsabilità, dall’altro ha portato all’assoluzione di sette persone. Inizialmente, il pubblico ministero Saverio Sapia, durante le sue repliche, ne aveva già anticipato la richiesta per Pierfrancesco Tassone, responsabile scientifico di progetti di ricerca; richiesta ora accolta dal gup.
Assolti anche Luciano Conforto e Domenico Voci, veterinari dell’Asp addetti alle ispezioni e ai controlli negli stabulari; Luca Gallelli, membro della commissione di concorso per la scuola di specializzazione, una decisione che potrebbe portare a rivedere l’effettiva esistenza dei presunti illeciti legati alle ammissioni.
Infine, assolti i professori universitari Vincenzo Mollace, Vincenzo Musolino e Daniele Torella, tutti responsabili scientifici di progetti di ricerca che avevano avuto luogo negli stabulari finiti al centro dell’inchiesta.































