È legge la proposta di Ferdinando Laghi che punta a tutelare i cittadini calabresi dai Pfas, i cosiddetti “inquinanti eterni”. Nel corso dell’ultima seduta, il Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la misura che introduce nuove disposizioni per ridurre l’inquinamento da sostanze poli-e perfluoroalchiliche, composti chimici di sintesi largamente utilizzati per le loro proprietà idrorepellenti, oleorepellenti e antiaderenti.
Queste sostanze sono presenti in numerosi oggetti di uso quotidiano, dalle padelle antiaderenti ai tessuti tecnici, dagli imballaggi alimentari alle schiume antincendio. Si tratta di sostanze altamente persistenti, che non si degradano in natura e tendono ad accumularsi nell’ambiente e nel corpo umano.
L’esposizione prolungata a questi composti è stata associata a rischi per la salute, tra cui tumori del rene e dei testicoli, disfunzioni ormonali, immunitarie, epatiche e riproduttive. In gravidanza, inoltre, preoccupa il possibile trasferimento al feto.
La nuova legge arriva in un contesto in cui recenti campionamenti hanno confermato la presenza di Pfas nei pesci e nelle acque potabili in Calabria. Per questo, il provvedimento prevede valori più restrittivi per le emissioni negli scarichi in acque superficiali e l’istituzione di un Comitato Tecnico Scientifico Regionale incaricato di monitoraggio e controllo.
«È una legge che punta alla tutela della salute pubblica, della sicurezza alimentare, della qualità delle risorse idriche e della salubrità degli ecosistemi della Calabria», ha dichiarato Laghi. La proposta, sottoscritta anche dal presidente della Commissione Ambiente Sergio Ferrari, prevede inoltre un piano annuale di controllo i cui dati dovranno essere pubblicati sui siti istituzionali della Regione entro trenta giorni dalle rilevazioni.
Laghi ha definito la norma una “legge di civiltà”, sottolineando che si tratta di un provvedimento a costo zero per la Regione e capace di allineare la Calabria alle realtà più virtuose del Paese.


























