I consiglieri regionali d’opposizione hanno commentato la decisione del Tar che ha dichiarato inammissibile per difetto di giurisdizione il ricorso della Regione Calabria contro il referendum abrogativo. La consultazione popolare riguarda l’istituzione dei sottosegretari e l’ampliamento della giunta guidata dal presidente Roberto Occhiuto.
Referendum Statuto, il Tar della Calabria respinge il ricorso della Regione
L’iter legale e l’appello
La vicenda fa seguito all’ammissibilità del quesito referendario precedentemente riconosciuta dalla Corte d’appello di Catanzaro e al mancato accoglimento della sospensiva a luglio.
I rappresentanti di minoranza hanno sottolineato come l’azione giudiziaria promossa dall’amministrazione regionale rappresenti un tentativo politico di ostacolare il voto dei cittadini fissato per la data del 29 novembre, evidenziando il lavoro dei legali della difesa, i professori Paolo Falzea e Andrea Lollo insieme all’avvocato Antonio Ionà.
I costi della politica
Secondo i firmatari della nota, la scelta della maggioranza di centrodestra di difendere figure istituzionali caratterizzate da costi elevati per la collettività contrasta con le emergenze prioritarie del territorio calabrese, tra cui la gestione della sanità, l’occupazione e la sicurezza infrastrutturale.
L’opposizione ha sollecitato il presidente Roberto Occhiuto a ritirare la norma in Consiglio regionale oppure ad accettare il confronto diretto con il corpo elettorale.
I consigliere firmatari
La nota è stata firmata da Ernesto Francesco Alecci, Giuseppe Falcomatà, Rosellina Madeo e Giuseppe Ranuccio del Partito Democratico; Enzo Bruno e Ferdinando Laghi della lista Tridico Presidente; Elisa Scutellà ed Elisabetta Maria Barbuto del Movimento 5 Stelle; Filomena Greco per Casa Riformista – Italia Viva; e Francesco De Cicco del gruppo Democratici Progressisti Meridionalisti.




























