Le indagini sono scaturite dal suicidio di Giuseppe Perfetti, imprenditore cosentino. Perfetti era stato trovato morto sulla A3, nei pressi di Cosenza, il 20 aprile del 2009, con a fianco una pistola Beretta e un biglietto che parlava di gravi dissesti economici. Gli investigatori sono riusciti a collegare a lui i due arrestati di oggi, scoprendo anche che un impiegato pubblico, I.G., 50 anni, era da loro vessato. L’uomo era anche lui arrivato a minacciare il suicidio. “Ma purtroppo non ha voluto collaborare con noi”, ha detto in conferenza stampa Fabio Ciccimarra, dirigente della Squadra Mobile di Cosenza. “Ha ammesso il fatto solo quando e’ stato messo davanti all’evidenza dei fatti, scoperti dai nostri investigatori”. La Polizia ha scoperto anche che la vittima dei due presunti usurai era stata aggredita e picchiata per la restituzione di un prestito di 4000 euro, per i quali gli estorsori pretendevano un interesse mesile del 5%, pari al 60% annuo. Inoltre i due, padre e figlio, pressavano la vittima perche’ si adoperasse per far avere alla moglie del piu’ giovane un certificato di abilitazione nel settore dei trasporti, che puo’ rilasciare solo l’Ente Provincia. Le indagini sono ancora in corso. Disposte numerose perquisizioni domiciliari, volte a trovare spunti utili a smascherare il traffico illecito dei Ruffolo.
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