Impazza una intervista al, pare, nominato neo-commissario del Pd di Crotone, Leo Barberio. L’espressione clou di tutto il suo dire è che l’Avvocato Gaetano Grillo, qualora intendesse proporre la propria candidatura a Sindaco della Città, dovrebbe preventivamente dimostrare di avere in proprio tre liste pronte, cotte e mangiate.
> di Diderotto
Altre considerazioni. Ma anche ad altri aspiranti misuratori locali dell’attuale forza elettorale del Pd viene richiesto lo stesso pretuim? O è l’eccessivo ottimismo nella forza trainante dell’Avvocato Grillo a suscitare tale esagerata richiesta?
Le due ipotesi
Poiché non è pensabile che Leo sia uno sprovveduto, bisogna scandagliare due ipotesi: a) o gli hanno nascosto lo stato del Partito emerso dalla passata tornata elettorale regionale, in cui in città si è brillantemente raggiunta la quota 8% (…e dire che lui è stato attore, assieme ad altri, della clamorosa performance); b) o è stato preda di una esplosione non memorabile di miopia politica applicata, che tanto ricorda il morettiano “continuiamo così, facciamoci del male”.
La intra moenia
Un consiglio al cazzuto commissario: sappia che in giro il Partito ha già abbondanza di nemici ed apostati per sentire il bisogno di coltivarli anche intra moenia.
Si rilassi, ragioni e consideri freddamente le opportunità migliori sul campo e, prima che “transit” la “gloria mundi” del nuovo incarico, veda di costruire un’idea di almeno una lista che al Pd, qui a Crotone, manca ormai da oltre un decennio.
Po’ cu tena ferru fa chiovi!
































