Crotone un hub infrastrutturale e intermodale strategico al centro del Mediterraneo

in Opinioni&Contributi
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Dal 20 gennaio 2025 parte la (complessa) fase iniziale della bonifica del Sin di Crotone. E parte nonostante la presenza di tanti azzeccagarbugli, sempre gli stessi, ai quali si aggiungono a seconda delle stagioni elettorali, improponibili e impresentabili personaggetti che, da oltre trent’anni, per malcelati interessi personali e politici, cercano, riuscendoci, di rimandare sine die la bonifica.

di Giovanni Lentini

Personaggetti che hanno rallentato e stanno rallentando la bonifica mascherandosi dietro il Greenwashing: il finto ambientalismo che garantisce loro una certa notorietà anche per colpa di un sistema dell’informazione che non funziona e che inquina il sereno e irrinunciabile confronto democratico basato sui fatti e non sulle chiacchiere dei populisti e dei demagoghi.

Sotto quest’aspetto bene ha fatto Eni, della quale non mi sfugge il cinismo e l’inaffidabilità, a richiedere l’incontro col Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e con Emilio Errigo, commissario straordinario della bonifica del Sin di Crotone, per approfondire con Sovreco e Salvaguardia Ambientale le criticità e definire un piano di azione per il loro superamento in modo da consentire l’avvio tempestivo degli scavi.

Questa la strada, l’unica, forse non la migliore, da percorrere. Altre non ve ne sono o, meglio ancora, io non ne intravedo. Tranne quella del definitivo isolamento e della definitiva marginalità di Crotone.

Di quella città che fu, in un tempo non lontanissimo, un importante e strategico distretto industriale della chimica e della metallurgia italiana.

Si dia immediato inizio alla bonifica e si fissi, in maniera certa e definitiva, il termine della stessa. Senza trascurare, in questo frangente, seppur in ritardo di oltre trent’anni, di portare avanti la richiesta di riconoscimento di Crotone e del suo territorio come Area di Crisi Industriale Complessa.

Riconoscimento per il quale basta una concertazione tra la Regione Calabria, la Provincia di Crotone e il Comune di Crotone da trasferire successivamente al Ministero dello Sviluppo Economico per gli adempimenti del caso.

E nel frattempo si programmino e si pianifichino e si progettino, durante, e non dopo, quindi mai, le varie fasi della bonifica. A partire dalla realizzazione di un parco eco-industriale, incentrato sulla transizione ecologica e digitale.

E finire con la costruzione, a supporto del porto, di un retroporto e di un interporto nelle ex aree industriali, una volta bonificate e messe in sicurezza permanente, collegate con l’aeroporto, specializzato nell’air cargo, e la stazione ferroviaria da trasformare in Hub intermodale, almeno per come riportato dal Piano Nazionale di Ripresa e di Resilienza.

Per creare un Hub infrastrutturale e intermodale innovativo e strategico al centro del Mediterraneo. Il resto tutta fuffa.

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