L’acqua salata che non sgorga, i crotonesi assetati e le colpe sopite

in Diderotto
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A proposito di acqua. L’avvocato Paola Bellomo, nella sua appassionata diffida per l’allegra gestione del servizio idrico a Crotone, ha sciorinato una serie di punti critici circa la stessa che l’Amministrazione comunale, peraltro già gestore in Soakro e Congesi ed oggi presente in Arrical, salta a piè pari nella narrazione del Sindaco Vincenzo Voce, proteso, al contrario, a magnificare le mirabilie del prodigioso ordigno “in acciaio” (come se fossimo usciti da poco dall’Età del Ferro!), montato, dopo gravissima spesa manifatturiera, per ovviare alle frequenti interruzioni.

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E, come scriveva Camilleri, “ci nzerta”. Ci nzerta innanzi tutto negli indirizzi in diffida: Sindaco, Prefetto, Procura ed Arrical. Ma poi non sbaglia un colpo neppure quando mette in colonna criticità inequivocabili e penose:

  1. C’è una evidente colpa gestionale nella manutenzione del sistema idrico, perché, con la pioggia di milioni piovuti da Eni e Pnrr, era lecito attendersi un rifacimento integrale d’una condotta che data ormai un secolo.
  2. Non si può trattare come fatto inaspettato ed emergenziale la acclarata perdita di 7 milioni di mc d’acqua annui, pari a circa il 50% del volume
  3. Non è ammessa una amministrazione con criteri proprietari della risorsa idrica per il chiarissimo motivo che l’acqua è bene pubblico.
  4. Per quanto sopra diviene ancor più scandalosa la triplicazione tariffaria dell’erogazione idrica, per pagare perdite e disservizi, anche passati, di cui l’utenza non ha nessuna responsabilità.
  5. Occorre, quanto meno a spanne, riconsiderare la contabilizzazione dei consumi, tenendo conto di volumi dispersi in ragione del 40-50% dell’erogato come da dato storico attinente.
  6. Dulcis in fundo, come da implicito corollario. Poiché è notorio che in molte contrade rurali l’attività di allaccio abusivo alla rete idrica è piuttosto fiorente, si dovrebbe iniziare ad attivare una seria vigilanza sulla rete, magari sollecitando il Consorzio di Bonifica ed altri di competenza ad offrire una maggiore attenzione operativa rispetto al passato.

Ecco, i littori, che precedono le illustri Autorità locali, depongano i fasci e si fermino a chiedere ai loro danti causa per quale motivo, non essendo per gli incliti possibile affamare la popolazione, facciano di tutto almeno per assetarla, non foss’altro che per condivisione di sorte.

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