A seguito dell’affaire fra il Sindaco Voce ed il consigliere Ioppoli, è scoppiato un florilegio di commenti sul web, molti, troppi dei quali abbrutiti dalle scarsissime competenze di ovini bradi. Quello che, però, mi ha letteralmente stranito è stato l’intervento incomprensibile del novello Baliano di Ibelin, il V.Sindaco Avv. Sandro Cretella, ultimo crociato difensore non di Gerusalemme ma di Crotone.
> di Diderotto
L’ho riletto tre-quattro volte ma non sono riuscito ad afferrare l’esito inespresso. “Non sono qui a difendere l’azione del Sindaco, che se n’è assunto e se ne assumerà le conseguenze… È come nel calcio: i calciatori e gli allenatori passano ma resta la maglia”. Mah! E che vuol dire? Se il Sindaco mantenesse le dimissioni, dovrebbero sbaraccare tutti. Se, invece, il Sindaco ritirasse le dimissioni, allora quali conseguenze s’è assunto e si assumerà? Resta adduv’è e ra magghia s’ha tena iddru!
L’etica e i costumi
Il problema, caro V.Sindaco, è abbandonare la bassa macelleria razionale e guardare ai fatti. Asetticamente. Succede l’inghippo. Il Sindaco, autonomamente, perché nessuno glielo aveva chiesto o imposto, ritiene che eticamente lui debba assumersene la piena responsabilità morale e dimettersi. Encomiabilissimo sotto il profilo etico.
Non sono dimissioni politiche, non è inciampato in un Bilancio, per cui recupera una maggioranza e torna in serpa, sono un riflesso etico, ripeto, assunto in piena libertà, per un errore riconosciuto come grave.

Bene, cosa è cambiato sotto il profilo etico per cui il Sindaco Voce possa ritirare le dimissioni? È forse divenuto costume corrente l’aggressione fisica? È assolutamente scusabile picchiare qualcuno? Beh, se sono cambiate le regole di civile convivenza, la violenza non ha bisogno di sanzioni perché divenuta moralmente accettabile.
L’amarena e ‘u cirasu’
Farne una questione politica è fuorviante, l’Ing. Voce può assumere qualunque decisione, può pentirsi di essersi pentito, può tornare a distribuire pacche e sorrisi come se nulla fosse successo, perché nulla politicamente è successo, può rioffrire il corpo agli adoranti in servizio permanente effettivo, ma se ci si cala nella realtà comportamentale, etica, vuol dire che quanto a principi è saldo “com’a Cirò, a sira ca sì e ra matina ca no”, e non può impedire agli ultimi esemplari del genere umano raziocinante di dire: “chista è n’ata amarena c’u diventa cirasu”!
Con buona pace di maglie, pantaloncini e calzettoni.
































