L’ammuina delle dimissioni nella moderna etica politica

in Politica.24
00:00 00:00

Le considerazioni di Diderotto sul caso Voce, svolte con la consueta forbita arguzia, suggeriscono un addendum chiarificatore. L’espressione “quando le sole parole non bastano, occorre il gesto” si riferisce in realtà alle dimissioni, che sono effettivamente seguite all’annuncio, e non, come potrebbe intendersi in prima lettura, alla giustificazione di un atto insano.

> di D’Alemberto

Del resto, le pubbliche scuse alla vittima dell’aggressione e alla città tutta sono segno evidente di pentimento (si presume sincero) da parte del sindaco Vincenzo Voce, la cui indole sanguigna non basta a farne il Bandecchi calabro. Il paragone con il boxeur di Terni è piuttosto facile, quando si parla di cazzotti con il gonfalone, ma nel nostro caso appare esagerato, visto il pronto ravvedimento e l’immediato passo indietro da parte del primo cittadino pitagorico.

> Stefano Bandecchi

La tendenza alla muscolarità

C’è tuttavia da notare, nell’attuale dibattito politico, una degradante tendenza alla muscolarità, prerogativa solitamente riconosciuta a pugili e lottatori di sumo, che contrasta con i fondamenti dell’etica istituzionale e con le qualità richieste a chi volesse “mettere le mani negli ingranaggi della ruota della storia”, per dirla con Max Weber.

Pugni e calci a parte, un’ulteriore riflessione riguarda le dimissioni: atto da poco entrato nel costume politico regionale, che si presenta come un frullato di politically correct e opportunismo, di umiltà e di sfida, di fioretto e di protervia. Insomma, un gesto che rischia di apparire un escamotage capzioso agli occhi dell’elettore smaliziato.

Evidentemente, la recente mossa del governatore Occhiuto, ampiamente calcolata come dimostra l’esito finale, ha fatto scuola e ha convinto Piazza della Resistenza della efficacia della soluzione “nu’ passu arretu e dui avanti”.

> Vincenzo Voce il giorno del suo insediamento

Tra la forza e la debolezza

Sbaglia, però, chi paragona i due casi. Le dimissioni di Occhiuto (che a parere di chi scrive nascondono ben altre motivazioni rispetto alla “semplice” rielezione) nascono da una posizione di forza politica; quelle di Voce da una posizione di debolezza personale. A meno che non si voglia ritenere “forte” la coalizione politica che lo sorregge.

Certo, è vero che in politica alla fragilità sentimentale e pseudo-ideologica si sopperisce con la forza dell’utilità, ma è anche vero che le nozze per interesse hanno durata provvisoria, sottoposte come sono a verifiche pressoché quotidiane.

Dunque, quei “cannibalievocati da Diderotto potrebbero acconciarsi al desco con rinnovato appetito, oppure avventurarsi nella ricerca di carne più tenera per soddisfare l’istinto di sopravvivenza.

In entrambi i casi, la parola si è già trasferita dalle stanze comunali ai laboratori di ammuina, che in linguaggio politico si chiama “strategia”.

Ci aspettano, perciò, venti giorni (o forse qualche mese) di puro avanspettacolo, con scene che sarebbero perfino gustose se, nel mentre, a “far ‘a botta” non fossero i cittadini e i loro bisogni primari.

CN24TV
Panoramica privacy

This website uses cookies so that we can provide you with the best user experience possible. Cookie information is stored in your browser and performs functions such as recognising you when you return to our website and helping our team to understand which sections of the website you find most interesting and useful.