Leggo che si è tenuto presso un locale cittadino un incontro fra sigle civiche che ha messo al centro della propria riflessione il dilemma che affligge molti residenti di Crotone: resto o me ne vado? Mi spengo nell’asfissia di un luogo strozzato o cerco aria per vivere? “Mi hanno detto di lasciare la Città”, il tema dell’incontro.
> di Diderotto
Sentimentalmente, mi ha riscaldato il cuore la risposta uniforme del coraggio e dell’amore per Crotone dei partecipanti, i quali hanno portato ad esempio di sfida e resilienza le loro personali vicende, anche commerciali, nel mentre, razionalmente, ne ho notato la intrinseca zoppia progettuale.
Sia chiaro, è assolutamente encomiabile e degna d’ogni aiuto la “restanza”, intesa come ferma volontà di non voler recidere le proprie radici, ma ragionare di “restanza” senza ragionare di Politica, intesa come idealità e governo della cosa pubblica, è esercizio claudicante.
Il governo della cosa pubblica
Mi spiego. Che senso ha avviare un progetto in un deserto privo di infrastrutture? E parlo di infrastrutture di mobilità, bancarie e/o finanziarie, di supporto scientifico, di supporto pubblico, ecc. ecc.
È Crotone inserita in un sistema infrastrutturale funzionante? V’è facilità di mobilità su gomma, su rotaie, via aerea, via mare? Vi sono incubatori universitari di start-up? Il sistema creditizio presente in Città è d’aiuto all’intrapresa? Esiste una struttura pubblica che aiuti ed accompagni l’imprenditoria? Tutto questo, ed altro, anche se non sembra, è Politica, è governo della cosa pubblica.
Certo, la pulizia delle strade ed il decoro urbano, il verde pubblico, l’illuminazione pubblica, sono aspetti amministrativi importanti il giusto, ma non fanno né futuro né presente.
La scelta di amministratori all’altezza
Ora, se è vero che il salto di qualità nella progettazione ottimale non può essere richiesto al cittadino semplice, il cittadino semplice ha, però, l’obbligo di iniziare a scegliere i propri rappresentanti privilegiando la competenza, la capacità, le idee e non il comparaggio, la familiarità e … la sostanziale ignoranza.
Ecco, a questi eroi della “restanza” chiederei che si impegnino con maggiore lena a cercarsi amministratori pubblici che siano all’altezza dei loro sogni e del loro coraggio, altrimenti finiranno per essere le ennesime vittime della mediocrità imperante.
































