Riflettevo l’altro giorno che sia per le rivoluzioni che per le restaurazioni la carne da cannone l’ha fornita sempre il popolo minuto, ma l’ideazione e la guida, sia dell’una che dell’altra, è stata opera della borghesia più influente.
> di Diderotto
Un luogo, in sostanza, Città, Regione, Nazione, può aspirare a recitare un ruolo se è abitato da persone che abbiano un “peso specifico” riconosciuto, magari anche al di fuori del perimetro “murario”.
“La creme”
Da questo incipit impegnativo mi sono successivamente spostato su Crotone, per provare a comprendere se il nostro declino costante sia ascrivibile, per caso, ad una mancanza di “peso specifico” della sua gente, per lo meno “de la creme”.
Posto che il “peso specifico” in una persona è un insieme di cultura, idee, personalità, capacità di guida e denaro, ho clamorosamente compreso che, oltre il denaro, peraltro relativo, il resto delle qualità o fagliano del tutto o sono presenti, in dosi relative, a macchia di leopardo.
Gli altrove
Insomma non c’è, a mio modesto avviso, nessuno che possa affermare di avere realmente un “peso specifico” in Città. Anzi, quelli che ritenessero di possederne appaiono piuttosto come Avatar di “pesi specifici” che vivono altrove, che si attivano altrove, che ingrassano altrove, lasciando in zona simulacri diafani e volatili.
A questo punto, sopraffatto dalla vacuità delle umane cose, ho smesso di pormi domande esistenziali decisive per le sorti del borgo e mi sono abbandonato ad una considerazione cinica e finale: “dduvi cazzu amu jiri ccu si ‘pesi specifici’ a truccu?”

































