Un tampone è per sempre: l’emergenza idrica resterà tale senza una programmazione reale

in Imbichi
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I noti problemi della rete idrica crotonese continuano ad essere affrontati in una logica emergenziale, allo sbaraglio e senza programmazioni di lungo termine. Una toppa li, una pezza qui, e tra qualche settimana saremo punto e a capo. I progetti comunali vengono accantonati, i fondi del PNRR (oramai agli sgoccioli) snobbati, e gli investimenti persi o dirottati.

» di Francesco Placco

Il duro ed intenso lavoro delle maestranze e degli operai ha permesso di riparare in anticipo un danno notevole. Danno che però si continua a verificare con incredibile frequenza in un tratto di tubatura lungo circa due chilometri, che puntualmente, più volte all’anno, si “rompe” quando per una crepa quando per lo slittamento di un blocco di cemento. Prevedere queste situazioni è impossibile, mentre è possibile – anzi, possibilissimo – predisporre misure e soluzioni alternative per lenire o mitigare i disagi.

Crotone a secco. Condotta riparata, dalla tarda serata rubinetti aperti

Una “compagna di sciagure”

Come ricordato in più occasioni, la condotta adduttrice DN 2000 (assieme alla DN 2200, che potremmo definire sua “compagna di sciagure“) è una vecchia tubatura già più volte “rattoppata” in diversi punti.

Se la problematica delle perdite è nota sin dai primi anni del nuovo millennio, è meno noto il motivo per cui non si sia mai progettata alcuna alternativa, in un continuo rimbalzo di responsabilità e competenze. Non un lavoro facile, si dirà: ed è vero. Ma da qualche parte bisognerà pure iniziare.

Evidentemente, non c’è la volontà politica (tanto a livello regionale, quanto a livello amministrativo) di affrontare il problema. Forse conviene continuare a preferire la logica degli interventi emergenziali, che pure costano svariate migliaia di euro (che sempre soldi “nostri” sono, ma vai a capire perché non li consideriamo tali).

Eppure, di occasioni ne abbiamo avute, sopratutto negli ultimi anni. Basti pensare al famigerato PNRR, giunto oramai ai suoi ultimi giorni (quanto meno formalmente).

I miliardi a disposizione col Pnrr

Il piano destinava 4,3 miliardi di euro al settore idrico, di cui 1,9 espressamente destinati alla riduzione delle perdite nelle reti di distribuzione dell’acqua.

Com’è andata a finire? La Regione Calabria ha intercettato appena 32,9 milioni, destinati ad un solo progetto (si, uno solo) attualmente in ritardo. Sempre un solo progetto riguarda la provincia di Crotone, nello specificio l’area della Valle del Tacina per un importo complessivo di circa 10 milioni.

E non va meglio guardando all’operato dei singoli Comuni, che snobbano sistematicamente ogni intervento riguardante l’approvviggionamento idrico.

Un caso clamoroso – ça va sans dire – è quello del Comune di Crotone, dove la stessa amministrazione (in due differenti legislature) ha abbandonato ogni progetto di contrasto all’emergenza idrica.

I due serbatoio di San Giorgio

Il famigerato Affidamento per il ripristino di n. 2 serbatoi di accumulo idrico in Loc. San Giorgio – Misure di contrasto all’emergenza idrica è rimasto lettera morta, e dopo il mancato finanziamento tramite il CIS Acqua Bene Comune, l’ente ha deciso di dirottare anche i fondi inizialmente presi dal tesoretto garantito dall’Eni.

Si disse, al tempo, che il Comune non voleva impiegare quei soldi per realizzare un’infrastruttura che di li a breve sarebbe passata di mano da Congesi a Sorical (con buona pace della “sinergia istituzionale” di cui tanto si legge).

Quei soldi alla fine li abbiamo spesi in concerti, eventi, programmi estivi e natalizi e, sostanzialmente, in làzzi, spigùli e zagarèddi.

Ora di soldi ne continuiamo a spendere per riparazioni tampone e continue emergenze idriche, l’ultima appena un mese fa, e chissà quante ne potremmo elencare facendo una ricerca d’archivio.

L’unica cosa che non si trova, facendo una ricerca, è la chiara volontà di superare questo impasse, quasi convenga – chissà a chi – rimanere in questa condizione di continua incertezza.

Ogni ente và da sè, ed è sempre pronto a puntare il dito contro un altro ente, che a sua volta scaricherà responsabilità e colpe. Sarebbe ora di mettere un punto, anzichè la solita toppa.

Lavori urgenti a una condotta, Crotone senz’acqua per almeno due giorni

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