Tari uguale per tutti: a Crotone non passa la riduzione per i non residenti. Sarà un tema da campagna elettorale?

in Imbichi
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Una casa disabitata può produrre rifiuti? È una domanda semplice e della quale sappiamo bene la risposta, ma per il curioso funzionamento di tasse e balzèlli tutto italiano, una casa disabitata finisce per pagare anche per rifiuti che non produce e non produrra mai, essendo il rispettivo proprietario/inquilino residente altrove.

Non è un tema nuovo, anzi, ma è tornato in voga in queste ore dopo che il consiglio comunale di Crotone ha bocciato una mozione che proponeva una riduzione del tributo rivolta ai tanti (tantissimi) concittadini che vivono e lavorano altrove, lasciando di fatto la loro abitazione chiusa. E dunque, va da sè, senza nessuno che scenda a buttare sacchetti di spazzatura o che vada ad abbandonare ingombranti per strada. A quello, purtroppo, continuano a pensarci i residenti.

La mozione

La mozione in questione proponeva di ridurre il tributo per chi non vive effettivamente nell’abitazione, come lavoratori o studenti domiciliati altrove, ma anche anziani in case di riposo e soggetti in comunità di recupero.

Di fatto, proponeva una modifica del Regolamento della Tassa sui Rifiuti comunale, introducendo un nuovo articolo (il 14 bis) a normare dei vuoti evidenti, tra cui figurano anche i brevi periodi di residenza e la presenza di più nuclei familiari. Ma ieri la maggiornaza del consiglio comunale ha votato contro la proposta, rigettandola con 13 voti contrari, compreso quello del sindaco.

La premessa

Va fatta una premessa. La mozione, presentata da due consiglieri sul finire di giugno, era stata già verificata a livello contabile che aveva prodotto un parere negativo.

Per due motivi: il primo riguarda l’impossibilità di modificare la tassazione per l’anno in corso, cosa abbastanza evidente, mentre il secondo paventa la necessità di studiare a tavolino la modifica, al fine di non impattare sugli introiti dell’ente e, dunque, sulla sua stabilità finanziaria.

la voce in bilancio

Le tariffe comunali della Tari, infatti, sono state stabilite per il periodo compreso tra il 2022 ed il 2025 tramite un apposito Piano Economico Finanziario che possiamo sfogliare tutti, e che in buona sostanza prevede di incassare circa 14 milioni di euro, così come spiegato nella relazione di accompagnamento (dove tra l’altro scopriamo che l’imposta serve anche per coprire il servizio di “spazzamento e sgombero neve“).

Confrontando questa cifra con il bilancio di previsione comunale, scopriamo che sempre per l’anno in corso l’ente prevede di incassare oltre 37 milioni tra imposte, tasse e proventi. Va da sè che la Tari rappresenta dunque una voce notevole sul bilancio, superiore al 35% del totale.

Il nuovo documento

Per cui, a questo punto, trovandoci di fronte a questo rigetto, confidiamo che sarà la stessa amministrazione comunale a prendere in esame le modifiche per il prossimo ciclo di programmazione economica.

Il nuovo documento dovrebbe essere presentato a cavallo del nuovo anno, e sarebbe interessante sapere quanto incide con esattezza una eventuale riduzione per i fuori sede. Dato che sarebbe ancor più interessante confrontare con altre informazioni, come il tasso di morosità nei pagamenti.

L’annuncio roboante

Anzi, ancora meglio sarebbe se il tema entrasse di diritto nella campagna elettorale, visto il susseguirsi di candidati sindaco. Al momento ne abbiamo in corsa già tre, ma chissà se il tema della riduzione della Tari sarà nei loro programmi elettorali, o rimarrà una facile prerogativa delle opposizioni.

Nel mentre, vale la pena ricorda che il roboante annuncio sulla restituzione della Tari ai cittadini virtuosi è rimasto lettera morta, e nessuno ha potuto beneficiare di alcunchè. Al posto di servizi fumosi (per quanto nobili nell’intento), sarebbe opportuno valutare azioni concrete e dirette.

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