Parlare di innovazione partendo dal passato per immaginare il futuro. È questa la visione al centro dell’iniziativa promossa dall’Associazione Civita, che da 35 anni opera in Italia come rete non profit tra imprese ed enti di ricerca impegnati nella promozione culturale. Il tema – Fondare il futuro: cultura, tecnologia e impresa per un nuovo modello di sviluppo in Calabria – è stato al centro dell’incontro ospitato al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni e del mondo imprenditoriale.

Le prospettive strategiche
Nel corso dell’evento, il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto ha delineato alcune delle prospettive strategiche per lo sviluppo del territorio, soffermandosi in particolare sul ruolo del porto di Gioia Tauro.
“Diventerà anche il porto dell’Abruzzo – ha dichiarato tra un certo stupore – perché stiamo lavorando con la Regione Abruzzo alla possibilità di trasferire via treno la produzione manifatturiera abruzzese fino a Gioia Tauro, per poi farla partire da lì”.
Un progetto che, secondo Occhiuto, potrebbe essere esteso anche ad altre regioni, rafforzando il collegamento tra infrastrutture portuali e rete ferroviaria.
A sottolineare il senso dell’iniziativa è stata Simonetta Giordani, direttrice generale di Civita, che ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato: “Crediamo nella contaminazione tra imprese, cultura, istituzioni e territori. In Calabria, rispetto alla narrazione dominante, si registra oggi un nuovo dinamismo e una rinnovata vitalità”.
La crescita della regione
All’incontro hanno preso parte anche il direttore del museo Fabrizio Sudano e il presidente di Unindustria Calabria Aldo Ferrara. Quest’ultimo ha evidenziato come i recenti indicatori economici mostrino una crescita della Calabria superiore a quella di altre regioni del Mezzogiorno, segnale della dinamicità del tessuto imprenditoriale locale.
Non sono mancate riflessioni sulle criticità. Occhiuto ha sottolineato come il tema della criminalità organizzata sia stato talvolta utilizzato “come alibi per non fare”, rivendicando invece il lavoro svolto per riattivare i “motori” dello sviluppo regionale.
Dal canto suo, Sudano ha richiamato l’attenzione sulla necessità di tradurre gli accordi in risultati concreti, evidenziando il possibile contributo di Civita anche in progetti futuri, come il nuovo intervento di restauro dei Bronzi di Riace, per il quale sarà fondamentale il coinvolgimento di partner privati.




























