Un ingente quantitativo di stupefacenti è stato intercettato dai militari della Guardia di Finanza della Compagnia di Genova-Sestri durante le consuete attività di verifica sulle merci in transito. I controlli si sono concentrati presso i nodi logistici del capoluogo ligure, snodo strategico per le spedizioni commerciali provenienti via terra dalla Spagna e dirette su tutto il territorio nazionale.

I sospetti e le perquisizioni
Il porto genovese – come noto – è considerato uno dei più infiltrati dalla ‘ndrangheta calabrese per i traffici internazionali di droga. E l’operazione ha portato proprio al sequestro di oltre trenta chili di “roba”: esattamente 25 di hashish e altri 8 di marijuana, per un valore stimato sul mercato di oltre 300 mila euro.
A destare l’attenzione dei finanzieri sono state alcune evidenti anomalie riscontrate nei documenti di trasporto di diversi colli. In particolare, è stata rilevata l’intestazione a destinatari fittizi e diciture del tutto insolite sul contenuto dichiaratamente presente nelle scatole.

La sorpresa nei pacchi
Gli accertamenti sui pacchi hanno poi fatto emergere piccoli elettrodomestici e dispositivi elettronici guasti, come aspirapolveri e casse acustiche bluetooth.
Smontando la scocca esterna di ciascun apparecchio, si è quindi scoperto che i circuiti interni erano stati completamente rimossi e sostituiti con panetti di droga sigillati.
Il metodo di occultamento utilizzato dai trafficanti prevedeva l’impiego di sacchi sottovuoto immersi nella schiuma espansa, una tecnica studiata per contrastare la fuoriuscita degli odori e scansare così le ispezioni.

































