È iniziato l’esame della proposta di legge n. 73/XIII, mirata al rafforzamento funzionale dei presidi ospedalieri e territoriali nelle aree montane, interne e disagiate della Calabria. Il provvedimento è stato promosso e firmato dalla consigliera Rosaria Succurro (Occhiuto Presidente) insieme ai capigruppo del centrodestra.
Verso una sanità di prossimità
“Grazie all’azione del presidente Roberto Occhiuto, la Calabria ha recuperato la gestione diretta della sanità, restituendo al Consiglio regionale il pieno ruolo legislativo. Il testo si focalizza sugli ospedali di Acri, San Giovanni in Fiore, Serra San Bruno, Soveria Mannelli, Oppido Mamertina e sullo stabilimento Santa Barbara di Rogliano” ha sottolineato Succurro.
Potenziamento dei servizi
La proposta prevede il rafforzamento dell’emergenza-urgenza, medicina interna, chirurgia, pediatria, diagnostica, ortopedia e servizi oncologici territoriali, introducendo anche la rotazione programmata dei medici specialisti. Passo avanti per Telemedicina e digitalizzazione: vengono incentivati teleconsulto e telemonitoraggio per assicurare continuità assistenziale e ridurre gli spostamenti dei pazienti cronici e anziani.
Un argine allo spopolamento
L’iniziativa legislativa punta a contrastare la marginalizzazione dei territori montani: senza una rete di ospedali efficienti e una sanità pubblica affidabile, diventa infatti complesso arrestare lo spopolamento e garantire i diritti fondamentali alle comunità locali. La Giunta regionale dovrà definire il piano di attuazione entro 180 giorni dall’approvazione della legge.


























