Bufera al “Pertini-Santoni” di Crotone: un altro arresto, sospesi vice preside e vicaria

in Cronacaprovincia di Crotone
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Nuovi sviluppi nell’inchiesta sui corsi di formazione scolastici ed universitari che ha toccato l’Istituto di Istruzione Superiore “Pertini-Santoni” di Crotone. I carabinieri hanno eseguito infatti un arresto (ai domiciliari) e due misure interdittive che prevedono la sospensione dall’esercizio del Pubblico Ufficio e del Pubblico Servizio ricoperto, col divieto di svolgere l’attività d’insegnamento fino al termine dell’anno scolastico 2025-2026.

La posizione dell’ex docente

Colpiti dai provvedimenti – che fanno seguito a quelli già eseguiti il 12 novembre scorso – sono altrettanti docenti e collaboratori scolastici a cui la Procura pitagorica contesta, in concorso e a vario titolo, i reati di corruzione e di rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio.

I domiciliari sono quinto scattati per un ex docente 64enne, Giovanni Carbone, già dipendente del Miur e titolare di quote in una società (una Srls) di Roma che opera nel settore delle attività didattiche culturali e ricreative di ogni genere, gestendo anche corsi di laurea e formazione professionale e, all’epoca dei fatti ma anche attualmente, inquadrato come figura di coordinamento tra la scuola e l’università E-Campus.  

Secondo gli inquirenti avrebbe ottenuto da un soggetto ancora non identificato, e prima della data della prova, le risposte ai quesiti dei test pre-selettivi del concorso T.F.A. sostegno delle scuole secondarie di secondo grado, bandito dalla “Link Campus University” della Capitale per l’anno scolastico 2021-2022 (settimo ciclo).

Le risposte del concorso

L’ipotesi è che l’ignoto pubblico ufficiale, per questo, si sia fatto pagare da alcuni intermediari, tra cui anche il 64enne, il quale avrebbe a sua volte trattenuto (o avrebbe dovuto trattenere) 5 mila euro per il ruolo di mediazione che sarebbe stato svolto dalla principale indagata nell’inchiesta, l’ex dirigente scolastica Ida Sisca (69 anni), e dal genero, Ernesto Calabretta (40) che è responsabile del polo didattico E-Campus nella città pitagorica.

Gli inquirenti sostengono poi che quest’ultimi si siani fatti pagare anche loro da numerosi candidati che parteciparono al concorso ed a cui avrebbero rivelato le risposte segrete.

La selezione degli educatori

La sospensione ha colpito invece una 52enne, Francesca Arcuri, e una 64enne, Lucia Rita Muscò, entrambe docenti e collaboratrici dell’ex preside del Pertini-Santoni.

Alla prima, all’epoca Vice Preside, gli inquirenti contestato il concorso in falso ideologico commesso da un pubblico ufficiale in atti pubblici, ed il concorso in truffa. 

L’insegnante è stata membro della commissione di valutazione delle domande di partecipazione all’avviso pubblico per la selezione e l’assunzione di 25 educatori professionali, per la realizzazione di un progetto di sostegno ad alunni con disabilità.

La Procura sostiene che nel formare il verbale della commissione esaminatrice del 9 maggio del 2022, insieme ad altri, avrebbe attestato falsamente che in quella data erano pervenute nei termini previsti delle candidature, quando in realtà quel giorno non era arrivata nessuna domanda in tal senso.

Il curriculum mendace

Inoltre, avrebbe attestato – anche qui falsamente – che una candidata era risultata idonea con il punteggio di 1.60 all’esisto della valutazione dei parametri indicati nel bando, quando, in realtà, nel caso in esame, non si sarebbe provveduto al alcuna specifica valutazione della candidatura in questione e, inoltre, la sua selezione sarebbe risultata concertata tra la commissione e Sisca, basandosi tra l’altro su un curriculum ritenuto mendace e nemmeno allegato agli atti della procedura.

In sintesi, insieme ad altre persone, “con artifizi e raggiri” avrebbe indotto in errore l’amministrazione scolastica e la Provincia di Crotone che era l’erogatrice dei fondi del progetto, per far stipulare un contratto di educatore ad una candidata che non ne avrebbe avuto titolo.

Come Vice Preside del Pertini-Santoni, poi, e di concerto con la dirigente scolastica, non avrebbe attuato degli accorgimenti organizzativi capaci di coprire l’assenza ingiustificata dal lavoro di una insegnante a tempo determinato, nella fattispecie la figlia di Sisca, alla quale sarebbe stato quindi pagato regolarmente lo stipendio con oltre 3.300 euro che sarebbero stati invece non dovuti.

La promozione “per forza”

Quanto all’altra insegnante sospesa, la 64enne, la procura contesta il reato di concorso in falso ideologico e falso materiale e la concussione.

Si ipotizza che insieme a Sisca, e come vicaria della stessa dirigente, avrebbe redatto un documento nel quale avrebbe attestato – si ritiene falsamente – che una domanda fosse stata presentata “per le vie brevi” in forma “regolare” e “pervenuta come dovuta”, quando, in realtà sarebbe stata del tutto intempestiva. Così facendo si sarebbe consentito di far sostenere gli esami integrativi, per la maturità da geometra, ad un candidato.

Inoltre, sempre nella su funzione di vicaria della preside, dopo che i professori commissari per le prove degli esami integrativi di un candidato esterno si erano rifiutati di assicurarne la promozione “per forza”, avrebbe riportato agli stessi la posizione della dirigente con la minaccia di non rilasciargli l’autorizzazione ad esercitare la libera professione per l’anno scolastico successivo, qualora non avessero assicurato, al candidato, di passare gli esami.

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